Itinerari

Sui sentieri dell’Argentario, tra la Maremma e il Mar Tirreno

Il promontorio più meridionale della Toscana è diventato popolare tra i climber grazie alle sue falesie a picco sul mare. Ma le occasioni per camminare con soddisfazione non mancano, ecco il piacevole sentiero che tocca la Torre Capo d’Uomo e sale alla Croce dei Predicatore

Neve abbondante, pendii valangosi, bufere. L’inverno 2025-’26 fa sul serio, sulle Alpi e sull’Appennino. Un buon motivo per avvicinarsi a falesie e sentieri mediterranei, presenti in molte regioni italiane, dove a febbraio inizia già a farsi sentire aria di primavera.

Il promontorio dell’Argentario, una montagna affacciata sul mare che culmina a 635 metri di quota, è saldato alla Maremma dalla “diga” artificiale di Orbetello e dai tomboli sabbiosi della Feniglia e della Giannella, ed è celebre per il suo mare, i suoi fondali e la mondanità di Porto Santo Stefano e Porto Ercole.
Gli appassionati di natura praticano il birdwatching sulla Laguna di Orbetello, tutelata da un’Oasi del WWF, o esplorano la Riserva naturale della Feniglia, con i suoi pini e i suoi daini. I climber della Toscana e del Lazio, da anni, frequentano il promontorio di Capo d’Uomo, con il magnifico spigolo dedicato a Walter Bonatti, e la via delle Canne d’Organo, più facile, nei pressi di Porto Ercole.

Ma sull’Argentario si può anche camminare o pedalare. Una rete di strade sterrate e carrarecce consente delle piacevoli escursioni a piedi o in mountain-bike. I percorsi si svolgono per lunghi tratti nella macchia, con belle aperture panoramiche verso il Tirreno, l’isola del Giglio, la Laguna di Orbetello e la Maremma. La segnaletica comprende cartelli più normali e altri con indicazioni bizzarre, ma orientarsi non è difficile.

Consigliamo di far precedere la traversata dal Poggio Fornacelle alla Croce del Predicatore dal meraviglioso sentiero che sale alla Torre Capo d’Uomo, che può essere percorso senza proseguire da chi cerca una camminata più breve. Continuare dalla Croce al Monte Telegrafo richiede di camminare per più oltre 6 km a/r sull’asfalto. Lo sconsigliamo.

L’itinerario:

Il sentiero di Capo d’Uomo, di Poggio Fornacelle e della Croce del Predicatore

Partenza: Porto Santo Stefano (GR), loc. bivio di Cala Piccola (GR)
Dislivello: da 560 a 600 m
Tempo: da 5.15 a 5.45 ore a/r
Difficoltà: E
Periodo consigliato: dall’autunno alla primavera

Dal parcheggio poco prima di Cala Piccola si segue verso sud (sinistra arrivando), una carrareccia che sale a mezza costa, in vista della Torre di Capo d’Uomo e delle isole del Giglio e di Montecristo. Da uno slargo si piega a destra per un sentierino indicato da una freccia, che sale a un crinale roccioso (350 m) che offre un magnifico panorama.

Si scende fino all’orlo delle falesie, poi si continua in salita fino alla Torre di Capo d’Uomo (388 m, 1 ora) uno dei luoghi più belli e selvaggi dell’Argentario. Si torna per la stessa via allo slargo, e qui si può scegliere tra il sentierino che riparte proprio di fronte nella macchia, e la strada sterrata che scende a destra, e poi traversa, supera una sbarra e risale fino al valico e al posteggio di Poggio Fornacelle (320 m, 0.45 ore per la strada, qualche minuto di meno per il sentierino).

Si riparte su una carrareccia indicata da cartelli per la Croce del Predicatore e altre mete. Una salita porta a un tratto a mezza costa da cui appare il Monte Telegrafo, poi si scende a un pianoro con cartelli dove ci si affaccia su Porto Santo Stefano. Al bivio successivo, ai piedi di Poggio Vongher, entrambe le carrarecce vanno bene.
Conviene scendere per quella di destra, panoramica e assolata, si superano dei tratti ripidi, poi si ritrova l’altro percorso (290 m, 0.30 ore) e si va a destra costeggiando un uliveto recintato. Una discesa sull’asfalto e alcuni cancelli precedono una svolta a sinistra e un trivio con cartelli stradali (227 m) dove si va a sinistra, costeggiando la recinzione e salendo alle Case dell’Olmo (267 m, 0.30 ore), su un valico.

Dei cartelli indicano a destra la Strada militare, una carrareccia che sale con qualche svolta, e prosegue nella macchia, affiancata da rari segnavia bianco-rossi. Si risale il crinale della Costa delle Capanne, ci si alza con altre svolte e si sbuca sulla strada asfaltata che sale dal Convento dei Passionisti al Monte Telegrafo. Costeggiando una linea elettrica, o più comodamente seguendo la strada a sinistra e poi un viottolo a destra, si raggiunge la Croce del Predicatore (o Monumentale, 495 m, 0.45 ore), affacciata verso Orbetello, la sua Laguna e la Maremma.

Al ritorno, per la stessa via, occorrono 1.30 ore fino al Poggio delle Fornacelle. Conviene tenersi a destra al bivio 290 m, e passare a nord di Poggio Vongher per un percorso meno ripido e più ombroso. Dal Poggio si scende sulla strada, facendo attenzione alle auto, fino al bivio per Cala Piccola e al posteggio (0.15 ore). Se si torna allo slargo e al bivio per la Torre Capo d’Uomo si cammina per 0.30 ore di più.

Walter Bonatti e l’Argentario

Dagli anni Sessanta fino alla sua scomparsa nel 2011, uno dei più grandi alpinisti italiani di tutti i tempi ha frequentato l’Argentario. Walter Bonatti, nato a Bergamo, ha scoperto il promontorio insieme alla sua compagna Rossana Podestà, che aveva una casa nei pressi di Porto Santo Stefano. Per scendere dal giardino fino al Tirreno, l’uomo del K2 e del Monte Bianco ha costruito un sentiero attrezzato con chiodi e corde.
Oggi Rossana e Walter riposano in un altro luogo a picco sul mare, il romantico cimitero di Portovenere, in Liguria dove viaggiatori e alpinisti di passaggio lasciano chiodi, moschettoni, biglietti, pietre portate da montagne remote. All’Argentario, è stata dedicata a Bonatti la più bella via di arrampicata tracciata sulle rocce del promontorio, che termina ai piedi della Torre di Capo d’Uomo.

Come arrivare

Dalla rotatoria all’ingresso di Porto Santo Stefano si segue la strada che costeggia a sinistra l’abitato, e poi si alza a larghe svolte tra zone coltivate e villini. Circa 1 km prima del valico di Poggio Fornacelle, dove la strada si affaccia verso la costa meridionale dell’Argentario, si piega a destra verso Cala Piccola. Si lascia l’auto nei posteggi (250 m, 4 km dal paese) sui due lati della strada.

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