Scienza e tecnologia

Fibre ottiche nell’Artico per collegare Londra e Tokyo

BERGAMO — Cosa non si fa per risparmiare 60 millisecondi. Appena i ghiacci si scioglieranno partirà il progetto che vuole collegare Londra a Tokyo con una serie di cavi a fibre ottiche che abbasseranno il lag tra le rispettive borse e passeranno nell’Artico.

Attualmente i dati vengono scambiati attraverso due sentieri: Europa, Medio Oriente ed Asia da un lato, Atlantico, Usa e Pacifico dall’altro. Sono lunghi circa 24mila chilometri l’uno, mentre la nuova tratta si attesterà sui 16mila chilometri. Ma con i cavi attuali, ad un pacchetto servono 230 millisecondi per compiere l’intero tracciato, mentre con i nuovi cavi a fibbre ottiche basteranno 170 millisecondi, con un risparmio di 60 millisecondi.

In tutto verranno stesi tre cavi (chiamati Arctic Fibre, Arctic Link e Rotacs, acronimo di Russian Optical Trans-Arctic Submarine Cable System) ognuno dei quali avrà un costo compreso tra 600 milioni di dollari e 1,6 miliardi. Certo non noccioline, ma in ballo ci sono milioni di euro e per guadagnarli la tempestività d’informazione è fondamentale.

Alla lunga si dovrebbe risparmiare anche sulla manutenzione. I collegamenti attuali passano in zone densamente popolate e non è insolito che vengano tranciati per errore. L’Artico è decisamente meno affollato e inoltre i cavi saranno calati a più di un centinaio di metri sotto alla superficie per scongiurare il pericolo-iceberg.

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