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Inaugurato in Val Passiria il nuovo Rifugio Petrarca

Nel febbraio 2014 una imponente valanga travolse il Rifugio Petrarca all’Altissima, in Val Passiria, distruggendolo parzialmente. I danni riportati condussero le autorità alla scelta di costruire un nuovo edificio. Dopo 8 anni e mezzo ecco che, terminati i lavori di riedificazione, il rifugio torna ad aprire le porte agli escursionisti in una veste rinnovata.

Un nuovo inizio

Ricostruito nell’arco di due anni su incarico della Provincia di Bolzano e sotto la guida della Ripartizione edilizia e servizio tecnico, il nuovo Petrarca è dunque pronto ad accogliere gli escursionisti a 2875 m di quota nel Comune di Moso in Passiria, sul versante sud dell’Ötztal, nel cuore del Parco Naturale Gruppo di Tessa. A differenza del vecchio rifugio, si caratterizza per un design innovativo, geometrico, che lo porta a distinguersi nettamente dall’ambiente roccioso circostante. La struttura è raggiungibile dall’alta via di Merano da Pfelders e dalla Val di Fosse, e costituisce anche la decima tappa dell’alta via Tiroler Höhenweg.

Dal 2005 il rifugio è un bene gestito dalla Provincia, in seguito al trasferimento della proprietà di 26 rifugi alpini alla Provincia da parte dello Stato. Alla sua guida tornerà la famiglia Schwarz-Fontana, al timone del Petrarca da oltre 30 anni.

L’inaugurazione ufficiale

L’inaugurazione ufficiale del nuovo Petrarca si è svolta domenica 24 luglio, alla presenza del presidente della Giunta provinciale Arno Kompatscher, dell’assessore provinciale all’Edilizia e al Patrimonio Massimo Bessone, del sindaco di Moso in Passiria Gotthard Gufler e della sindaca di San Martino in Passiria Rosmarie Pamer. Presenti alla cerimonia anche gli amministratori locali, il responsabile unico del procedimento Stefan Canale, direttore reggente dell’Ufficio edilizia Ovest ed il collaboratore tecnico Raimund Gross, oltre ai progettisti e rappresentanti delle associazioni alpinistiche locali CAI e AVS e le imprese.

“Dopo due anni, oggi possiamo aprire ufficialmente il nuovo rifugio Petrarca all’Altissima – ha dichiarato in occasione della inaugurazione il presidente altoatesino Arno Kompatscher – . Sono contento che il rifugio di proprietà della Provincia sia un importantissimo punto di appoggio alpino e punto nodale per tanti sentieri per le escursioni a piedi e itinerari per la mountain bike e parte dell’anima del turismo alpino della Val Passiria e della Val di Fosse.”

Costruire in alta montagna è assai duro e faticoso, la stagione è breve e chi se ne occupa lo fa non in cerca di lauti guadagni, ma per l’orgoglio di regalare alla propria Heimat un simbolo di pregio – le parole dell’assessore all’Edilizia e Patrimonio, Massimo Bessone – . Il Rifugio Petrarca è l’esempio in cui la bellezza della natura altoatesina si incontra con l’architettura innovativa nel rispetto e nella sostenibilità dell’ambiente alpino. È stato costruito nello standard CasaClima per un importo di 6,20 milioni di euro. Il rifugio è un punto d’appoggio alpino per escursionisti e turisti”. 

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Moso in Passiria, Gothard Gufler, che ha sottolineato l’importanza del nuovo rifugio alpino per il Comune e per il territorio.

I lavori di sistemazione in dettaglio

Di seguito i dettagli del nuovo rifugio, diffusi nei giorni scorsi dalla Provincia di Bolzano, evidenziando che la struttura sia stata progettata con una massima attenzione alla sicurezza.

Il nuovo Petrarca all’Altissima si sviluppa su cinque piani per un volume di 3.300 metri cubie una superficie utile di750 metri quadri. Sono 76 i posti disponibili nei dormitori, oltre a 15 posti letto per il personale. Al piano terra è posizionata una sala da pranzo, dotata di finestre in acciaio corten, con 92 posti a sedere.

La forma dell’edificio è funzionale: il pianoterra risulta allineato lungo la direzione di flusso della valanga ed è protetto a monte dallo sperone di rocca. I piani superiori sono disposti in modo da avere un angolo acuto verso l’inizio della valanga, come la prua di una nave, riducendo così al minimo il rischio di eventi catastrofici.

Il rivestimento è stato realizzato in pannelli prefabbricati di cemento armato e gli interni sono in legno di abete. legno naturale è anche il materiale scelto per realizzare la “Stube”, l’ingresso e i dormitori. Sono stati rifatti anche la copertura e gli infissi, nonché gli impianti tecnologici necessari e le opere connesse all’adeguamento alla normativa antincendio. Inoltre, nell’estate del 2019, è stata captata una sorgente e si è proceduto a realizzare una nuova condotta per l’approvvigionamento dell’acqua potabile.

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Un commento

  1. totalmente fuori tono con l’ambiente, sembra un casermone di perfiferia industriale, paragonabile ai nuovi rifigi moderni fatti in Svizzera e in Francia …

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