Gente di montagna

George Mallory

“Perché vuoi scalare l’Everest?”
“Perché è lì”

Risposta di George Mallory in un’intervista al New York Times nel 1923

Tutti conosciamo la drammatica vicenda che ha coinvolto George Leigh Mallory e Andrew Irvine. Scomparsi sul versante nord dell’Everest l’8 giugno 1924, dopo essere stati avvistati per l’ultima volta poco sotto la cima. Saranno arrivati in vetta? La domanda rimane senza risposta e porta con se un interrogativo ancora più grande, quello che stravolgerebbe la storia dell’alpinismo. Se ci fossero riusciti infatti la prima salita di un Ottomila andrebbe retrodatata di 26 anni.

La vita

Nato il 18 giugno 1886 a Mobberley, un villaggio di campagna non molto distante da Manchester, George Mallory proviene da una famiglia di tradizione religiosa. Suo padre, Herbert Leigh-Mallory, era un pastore e la madre, Annie Beridge, figlia di un pastore. Aveva due sorelle e un fratello minore, Trafford Leigh-Mallory che nella seconda guerra mondiale avrebbe assunto il comando della Royal Air Force.

Bravo e diligente studente all’età di dieci anni viene mandato in un collegio nel sul del Paese, a Eastbourne. Quindi a tredici anni vince una borsa di studio in matematica per il Winchester College. In seguito prosegue gli studi a Cambridge e vi rimane anche dopo la laurea per portare avanti alcune ricerche.

Dopo un breve periodo di vita in Francia nel 1910 si trasferisce nel Surrey, dove diventa insegnate presso la Charterhouse School. Qui conosce Ruth Turner, con cui si sposa nel 1914. Insieme hanno due figlie, Frances Clare e Beridge Ruth, e un figlio, John.

Arruolato prima come sottotenente e poi come tenente combatte sul fronte occidentale durante la prima guerra mondiale. Nel 1920 si congeda dall’esercito per tornare a insegnare alla Charterhouse School, lavoro che lascia dopo poco per unirsi alla prima spedizione inglese all’Everest, quella del 1921. Dopo il rientro, e tra una spedizione e l’altra, si mantiene con difficoltà tenendo conferenze e scrivendo. Nel 1923 ottiene poi una cattedra a Cambridge, lavoro che riesce a mantenere nonostante la nuova spedizione all’Everest del 1924 grazie a un periodo di congedo.

Mallory è stato visto in vita per l’ultima volta verso le 13 dell’8 giugno 1924, in salita verso la vetta dell’Everest insieme ad Andrew Irvine. Una giornata complessa quella, con il tetto del mondo avvolto da fasci nuvolosi che hanno oscurato alla vista dei compagni gli ultimi passi dei due uomini lasciando per sempre il dubbio che possano aver raggiunto o meno il punto più alto.

Dal loro tentativo di vetta Mallory e Irvine non sono mai tornati. La teoria più accreditata è che i due siano morti la sera stessa. Dopo la loro scomparsa molte spedizioni si sono mosse in ricerca dei loro corpi, con la speranza di dare risposta ai grandi interrogativi riguardanti l’avvenuta vetta. Il corpo di Mallory è stato ritrovato il primo maggio 1999 da Conrad Anker, membro di una spedizione di ricerca dei due. Ritrovato a circa 8400 metri è stato riconosciuto grazie ad alcune targhette sugli abiti e ad alcuni effetti personali. Irvine rimane ancora oggi disperso sulla montagna e, con lui, le prove riguardanti un avvenuto successo. Non è infatti stata ancora ritrovata la camera con cui avrebbero effettuato riprese.

Quando la notizia è giunta in Regno Unito i due sono stati salutati come eroi nazionali. Il 17 ottobre 1924 si è tenuta una cerimonia commemorativa presso la Cattedrale di St Paul a Londra.

Diverse voci parlano di un’amica di Mallory, Cottie Sanders, sua fedele compagna di cordata. La natura della loro relazione è sfuggente.

L’alpinismo

I primi approcci alpinistici di Mallory arrivano durante gli anni al Winchester College, grazie al professore Robert Lock Graham Irving. Con lui, nel 1910, visita per la prima volta le Alpi. Si recano al Mont Vélan, dove però decidono di rientrare poco prima di raggiungere la vetta a causa di alcuni problemi con la quota da parte di Mallory.

Forte di questa esperienza Mallory torna sulle Alpi occidentali nel 1911, dove raggiunge la vetta del Monte Bianco ed effettua la terza salita della Cresta Frontier del Mont Maudit.

Nel 1913 una nuova ascensione da primato, con la salita del Pillar Rock nel Lake District in solitaria. La via, battezzata Mallory’s Route, è stata per anni la più difficile di Gran Bretagna.

Nel 1921 Mallory prende parte alla prima spedizione inglese all’Everest, sul versante tibetano della montagna. In questa occasione raggiunsero il colle nord a circa 7000 metri.

Nel 1922 una nuova spedizione all’Everest vede tra le sua fila George Mallory. In questa seconda occasione Mallory riesce a salire raggiungendo un’altezza di 8225 metri senza utilizzare bombole d’ossigeno. Con lui Howard Somervell ed Edward Norton.

Nella primavera del 1924 lo scalatore inglese si unisce a una nuova spedizione diretta all’Everest, sempre per il versanti tibetano. L’8 giugno Mallory, con Andrew Irvine, porta avanti un tentativo di vetta in una giornata dalla meteo variabile. La cima dell’Everest appare e scompare attraverso la foschia e i compagni seguono a tratti la salita della cordata. L’ultima volta in cui li avvistato sono a poche centinaia di metri dalla vetta. Poi, di loro, si perde ogni traccia. Almeno fino al ritrovamento del corpo di Mallory nel 1999.

Curiosità

Richard Millikan, nipote di Mallory, è diventato un buon scalatore tra gli anni Ottanta e Novanta. Nel 1995 ha scalato l’Everest lasciando sulla cima della montagna una foto dei nonni, con la scritta “affari in sospeso”.

L’Everest è la montagna più alta del mondo, e nessun uomo ha raggiunto la sua vetta. E’ la sua stessa esistenza una sfida. La risposta è istintiva ma, suppongo, deriva dal desiderio dell’uomo di conquistare l’universo.

George Mallory

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3 Commenti

  1. LA STORIA, COMPRESA QUELLA ALPINISTICA, NON SI È MAI FATTA CON I SE, MA CON PROVE “DOCUMENTATE”, PERTANTO, I PRIMI SALITORI DELL’EVEREST FURONO TENZING ED HILLARY, PUNTO E BASTA. AD OGNI BUON CONTO, A QUEI TEMPI, E CON L’EQUIPAGGIMENTO DISPONIBILE, I DUE IMPAVIDI ALPINISTI, NON AVREBBERO MAI POTUTO SUPERARE I DUE STEP, OGGI SÌ.

    1. Nessuno qui sta mettendo in dubbio chi siano gli autori della prima salita confermata. Nell’articolo si parla della mancanza di prove riguardanti una possibile vetta, disperse insieme al corpo di Irvine. Rimane che, come scrivo, se si trovassero prove a sostegno di un eventuale vetta, questo cambierebbe di molto la storia dell’alpinismo himalayano. Rimane una delle grandi domande senza risposta dell’alpinismo d’altissima quota, sarebbe troppo facile risolverla ignorando gli interrogativi.
      Non sarei così certo che con l’equipaggiamento in dotazione nel 1924 non avrebbero potuto raggiungere la vetta.

      1. Condivido. Inoltre non è detto che i due avrebbero per forza dovuto scalare il second step (che è l’unico difficile trai i tre gradini). Infatti nella spedizione del ’33 gli scalatori arrivati alle base del secondo salto, non potendolo salire, tagliarono in orizzontale sino a raggiungere il canalone Norton cosa che potrebbe benissimo aver fatto anche il Mallory. Tanto è vero che ultimamente gli storici stanno addirittura valutando se quando Odel li vide non fossero già sul terzo gradino che è quello più prossimo alla vetta.

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