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Il Monte Grappa diventa Riserva di Biosfera MAB UNESCO

Scetticismo tra i lavoratori della "core zone"

Il 15 settembre 2021, a seguito di 2 anni di negoziato, il Consiglio Intergovernativo dell’UNESCO ha inserito il Monte Grappa nella Lista delle Riserve di Biosfere MAB UNESCO, che in Italia arrivano così a quota 10, a livello mondiale a 727.

“Siamo parte di una grande famiglia” – il commento entusiasta comparso sulla pagina Facebook della Biosfera Monte Grappa – . Una rete di territori di eccellenza, modelli di sviluppo sostenibile in tutto il mondo che sperimentano soluzioni locali ai problemi globali attraverso ricerca, educazione, conservazione e cooperazione“.

Grande la soddisfazione espressa anche dal Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Poco fa – ha dichiarato a caldo il Governatore – il Monte Grappa e tutto il Veneto hanno ricevuto un riconoscimento prestigioso che premia le qualità del territorio nella relazione tra uomo e natura, confermando come, qui e in tutta la regione, il rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema vada di pari passo ed in coerenza con lo sviluppo dell’attività umana. Ancora una volta il Veneto è in prima fila con le sue eccellenze alle quali si aggiunge un altro prestigioso riconoscimento da parte dell’UNESCO, per una parte di territorio veneto che racchiude bellezza, storia, unicità, sostenibilità. Da questo punto di vista il Veneto è uno scrigno che passo dopo passo, sta ricevendo il giusto riconoscimento.”

Un lungo lavoro di squadra

“I lavori del Consiglio intergovernativo del Programma MAB UNESCO sono iniziati lunedì 13 e proseguiranno per tutta la settimana. La delegazione italiana, guidata dal Professor Pier Luigi Petrillo, presidente del comitato tecnico nazionale MAB UNESCO, con la presenza dell’Ambasciatore italiano all’Unesco, Massimo Riccardo, al momento della proclamazione ha espresso viva soddisfazione per questo riconoscimento che conferma che è possibile e doveroso assicurare il benessere delle comunità e lo sviluppo economico attraverso la preservazione dei valori ecosistemici, si legge nel comunicato ufficiale con cui la Regione Veneto ha dato notizia del prestigioso riconoscimento.

“Il Monte Grappa è la 20° Riserva della Biosfera italiana MAB/UNESCO. Dopo il negoziato di questi anni condotto dal professor Petrillo, il Consiglio intergovernativo del Programma MAB UNESCO si è convinto, all’unanimità, della assoluta qualità e unicità della candidatura del “Monte Grappa” giungendo a sottolineare, nella decisione finale assunta quest’oggi, come il sito del “Monte Grappa” sia un “laboratorio di idee concrete e innovative” in settori cruciali quali l’economia circolare e la mobilità sostenibile, in piena coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile della Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Per i valutatori, la nuova Riserva MAB rappresenta un “ponte bio-ecologico” tra la pianura padana e l’arco alpino sud orientale, punto di unione-divisione e, quindi, di equilibrio e scambio tra climi, ecosistemi, culture ed economie”, prosegue il comunicato.

20 perle italiane

Le Riserve italiane iscritte alla Rete Mondiale MAB diventano così 20:

  1. Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise (1977),
  2. Circeo (1977),
  3. Miramare (1979),
  4. Cilento e Vallo di Diano (1997),
  5. Somma Vesuvio e Miglio D’Oro (1977),
  6. Ticino, Val Grande Verbano (2002, estesa nel 2018),
  7. Isole di Toscana (2003),
  8. Selve Costiere di Toscana (2004),
  9. Area della Biosfera del Monviso (2013, con la Francia dal 2014),
  10. Sila (2014),
  11. Delta del Po (2015),
  12. Alpi Ledrensi e Judicaria (2015),
  13. Collina Po (2016),
  14. Tepilora, Rio Posada e Montalbo (2017),
  15. Valle Camonica –  Alto Sebino (2018),
  16. Monte Peglia (2018),
  17. Alpi Giulie (2019),
  18. Po Grande (2019),
  19. Monte Grappa (2021),
  20. Appennino Tosco-Emiliano (2015 – estesa nel 2021).

Zone core e zone buffer

Nel territorio del Monte Grappa è stata riconosciuta un’area core, la zona principale, in cui i valori dichiarati dall’UNESCO come di particolare rilevanza sono rappresentati in modo più tangibile, e delle zone cuscinetto o buffer, ovvero quei territori che vanno preservati per tutelare i valori riconosciuti nella “core zone”.

La core zone interessa territori che ricadono nei seguenti Comuni:

  • in Provincia di Treviso: Borso del Grappa, Pieve del Grappa, Possagno;
  • in Provincia di Vicenza: Pove del Grappa, Solagna, Valbrenta;
  • in Provincia di Belluno: Alano di Piave, Arsiè, Quero-Vas, Seren del Grappa.

La buffer zone interessa:

  • in Provincia di Treviso: Borso del Grappa, Cavaso del Tomba, Pederobba, Pieve del Grappa, Possagno;
  • in Provincia di Vicenza: Pove del Grappa, Romano d’Ezzelino, Solagna, Valbrenta;
  • in Provincia di Belluno: Alano di Piave, Arsiè, Feltre, Fonzaso, Quero-Vas, Seren del Grappa.

Lavoratori della core zone assenti alla cerimonia di proclamazione

La cerimonia di proclamazione, tenutasi alla Fornace dell’Innovazione di Asolo (TV), ha visto l’assenza, come riporta il Quotidiano del Piave, di “coloro di cui si è parlato in vari capitoli del dossier e che sono, da un certo punto di vista, i primi destinatari di molte delle 152 progettualità: i “cittadini” della core zone designata, titolari di malghe, attività e rifugi”.

Come mai? Il quotidiano veneto ha provato a contattare telefonicamente i diretti interessati per avere un quadro chiaro della situazione. Accanto a chi si è detto indifferente, un’alta percentuale di intervistati ha espresso scetticismo nei confronti del riconoscimento UNESCO e di cosa da esso possa derivare.

C’è chi evidenzia che gli interessi economici non tocchino certo le malghe, ma si fermino al fondovalle. In quota si teme piuttosto un inasprirsi dei vincoli ambientali e l’arrivo di pochi sostegni monetari.

“Diventare Unesco con le strade chiuse? È questo il patrimonio? Non credo. Ci sono malghe che hanno guadagnato il 30-40% in meno quest’estate”, la risposta fornita da Malga Coston apre il campo ad ampie riflessioni su un argomento che abbiamo toccato nei giorni scorsi, in riferimento alle Dolomiti.

C’è ad ogni modo anche chi mostra ottimismo, e chi si trova nel mezzo e ritiene che sia presto per dare giudizi. “È stato approvato tre giorni fa, di conseguenza ci vorrà del tempo – commentano i gestori del Dal Rifugio Bassano, in Cima Grappa – . Per ora c’è sia dell’ottimismo, sia siamo un po’ scettici. Bisogna vedere cosa faranno, cosa attueranno. È ancora presto per dire tutto”.

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