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Neve e vento forte in Appennino. Sulle Alpi si combatte con la siccità e gli incendi

La perturbazione artica attesa alle porte del weekend ha investito con vigore le regioni appenniniche, portando neve anche a bassa quota, ma soprattutto vento forte.

Un assaggio di inverno

Raffiche quasi da record hanno investito il Rifugio Duca degli Abruzzi (2388 m), sul Gran Sasso. Nella giornata di venerdì 20 novembre, come riportato dalla stazione meteorologica di Meteo Aquilano, sita presso il Rifugio, alle ore 11.50 una raffica di vento ha toccato i 236 chilometri orari. Una bella cifra che ricorda il vero record del gennaio 2019, quando il vento superò i 250 kmh.

Proprio a causa del forte vento si è resa necessaria la chiusura della funivia del Gran Sasso, che da località Fonte Cerreto conduce in quota a Campo Imperatore (AQ). La neve caduta copiosa sulle vette abruzzesi ha inoltre bloccato la Statale 17 bis diramazione C che porta al comprensorio sciistico di Campo Imperatore.

La perturbazione ha portato ad un significativo abbassamento delle temperature. Il vento freddo ha reso peraltro la temperatura percepita ulteriormente più rigida. “Al momento la nostra stazione meteo a Campo Imperatore registra una temperatura di – 9.4° C con raffiche di vento dai 70 ai 100 km/h. Il wind chill (temperatura percepita) poco fa ha toccato i – 24.6° C”, si legge in un post pubblicato sulla pagina Facebook di Meteo AQ Caput Frigoris nella mattina di sabato.

Una neve che dura poco

A seguito del repentino e significativo calo termico, il Soccorso Alpino del Lazio ha diffuso nella giornata di sabato un invito alla prudenza.

“In numerose località di media e alta montagna del Lazio la scorsa notte una leggera coltre bianca ha ricoperto il suolo. Con le temperature basse questo sottile strato si trasforma in un insidioso strato ghiacciato, condizione pericolosa che lo scorso inverno ha causato numerosi incidenti su tutto l’Appennino. Invitiamo tutti gli escursionisti a prestare la massima attenzione durante le passeggiate in tratti che possono sembrare semplici e accessibili ma che in queste condizioni cambiano notevolmente”.

Ma il primo assaggio di inverno si è rivelato piuttosto effimero. Già nella giornata di domenica il rialzo termico ha portato ad un rapido scioglimento della neve alle quote più basse e ad un innalzamento dello zero termico oltre i 2500 metri.

Intensi temporali e alluvioni al Sud

Se sulle montagne appenniniche la perturbazione ha portato a nevicate anche intense, a quote più basse a farla da padrone sono stati i temporali, accompagnati da raffiche di vento fino a 100 chilometri orari che hanno comportato disagi in molteplici città a causa della caduta di alberi.

Condizioni critiche si sono verificate in particolare in Calabria, dove Crotone è stata investita da una grave alluvione a seguito della esondazione del fiume Esaro. Tra la notte di venerdì e la sera di sabato sono caduti sulla città oltre 250 mm di pioggia. Le acque hanno travolto auto, allagato case e aperto voragini nelle strade, fortunatamente senza vittime.

Sulle Alpi poca neve, vento forte e incendi

Fatta eccezione per una spolverata in Dolomiti, le Alpi non hanno goduto appieno del passaggio della perturbazione artica. In Piemonte e Lombardia, a seguito del perdurare di una condizione di siccità, il forte vento ha portato all’inasprirsi degli incendi sui pendii. Fenomeno che affligge soprattutto la regione piemontese già da giorni.

Il Corpo Aib (Antincendi Boschivi) del Piemonte ha segnalato tramite la sua pagina Facebook che durante la scorsa settimana nella regione si siano registrati ben 18 incendi boschivi con la presenza di oltre 150 volontari e 42 automezzi. “Gli eventi più importanti – si legge – sono stati a Roccasparvera (Cuneo) Fenestrelle e Bibiana (Torino), dove sono intervenuti anche gli elicotteri antincendi del Settore Aib di Regione Piemonte. Altri focolai hanno impegnato gli Operatori AIB in altre località delle province di Torino e Cuneo”.

Nel corso del weekend le operazioni di spegnimento sono state rese ulteriormente complicate dalle forti raffiche. L’emergenza più recente, scattata nella giornata di domenica, arriva dalla Valsesia, dove un rogo sarebbe divampato nei pressi della Ferrata del Falconera. Le fiamme si sono estese alla zona di Civiasco e Varallo, mandando in fumo oltre 2 ettari di terreno e rendendo necessario l’intervento di due elicotteri. Le operazioni di spegnimento sono riprese questa mattina.

Sempre nella giornata di domenica una allerta incendio è scattata in Lombardia, sulle pendici del passo San Marco, in alta Valle Brembana. L’allarme, scattato nel tardo pomeriggio, è rientrato intorno alle 22.30. Non si esclude l’origine dolosa.

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Un commento

  1. ..DURA POCO…
    INVECE DI”VIETATO SCIARE”..
    PERMESSO DI SCIARE:
    1-SOLO SU MANTO NATURALE..
    2) SPESSORE ALMENO 6 METRI DI NEVE FRESCA..E NON DEVE ESSERE BATTUTA.

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