AlpinismoAlta quota

Grande folla questo inverno al K2

Sarà la voglia di sfida che ha travolto gli alpinisti sopiti dai lunghi mesi di lontano dalle grandi montagne, ma il prossimo inverno potremmo vedere ben quattro spedizioni al K2. Parliamo di circa una sessantina di alpinisti! Un vero record.

Seven Summit Treks

La prima a muoversi è la spedizione internazionale di Seven Summit Treks, guidata al campo base da Chhang Dawa Sherpa, e in parete da Sergi Mingote. Si attende il loro arrivo per il 20 dicembre a Islamabad, ma la grande macchina della logistica è già in movimento e il primo materiale è già arrivato al campo base del K2. I nomi sono noti, ma segnaliamo una new entry: il polacco Waldemar Kowalewski, un ottimo acquisto per la squadra data la sua esperienza al K2 in inverno nella stagione 18/19.

Sarà una grossa spedizione, al momento composta da 45 membri (24 clienti e 21 Sherpa). Quello che si sa è che alcuni alpinisti, di certo Mingote e Kowalewski, tenteranno la sfida senza ossigeno supplementare, ma altri della squadra, inclusi tutti gli sherpa che attrezzeranno la via e prepareranno la salita ne faranno abbondante uso. Per questo team la stagione invernale termine il 28 febbraio. Via di salita: Sperone degli Abruzzi.

Una forte cordata Sherpa

Quest’anno andiamo senza clienti“, ha detto Mingma Gyalja Sherpa, che tornerà a K2 in inverno dopo l’esperienza dell’anno scorso il cui l’unico risultato portato a casa erano state le polemiche. Poco male, quell’esperienza sarà molto utile quest’anno.

Con lui in questa bella sfida tutta nepalese ci saranno Dawa Tenzing Sherpa e Kili Pemba Sherpa. L’arrivo è fissato a metà dicembre. Al momento per finire di coprire gli ultimi costi è attiva una raccolta di fondi tramite crowdfunding.

Qualche anticipazione Mingma G. Sherpa l’ha concessa a Alan Arnette, al quale ha spiegato che seguiranno il calendario metereologico (fine dell’inverno il 28 febbraio) e che saliranno dalla via normale lungo lo Sperone degli Abruzzi. Non è ancora dato sapere se verrà utilizzato ossigeno supplementare. Vi è la disponibilità di collaborare con le altre spedizioni.

Ali Sadpara

Il forte Ali Sadpara vorrebbe portarsi a casa, dopo la prima invernale del Nanga Parbat, anche quella del K2. Un bel colpaccio se ci riuscisse. Con lui dovrebbe esserci il figlio, anch’esso alpinista che ha già salito la montagna in estate, e John Snorri, islandese con un’esperienza l’anno scorso al K2 nella stagione fredda.

L’inizio della spedizione dovrebbe essere al più tardi entro la prima metà di dicembre, anche se si punta ad essere a Skardu anche prima. Anche per questo team le regole di ingaggio sono le medesime degli altri team: inverno metereologico e Sperone degli Abruzzi. Anche per Sadpara è aperta la porta della collaborazione tra squadre.

Si vocifera su Nirmal Purja

La voce meno confermata, ma che fa agitare di più gli spiriti è quella relativa a Nirmal Purja. L’ex gurkha dei record, attualmente in libreria, è protagonista di alcune indiscrezioni che corrono nell’etere e che lo vorrebbero al K2 per un tentativo senza ossigeno e, secondo già che riporta Arnette, una discesa con il parapendio. Come la vela possa conciliarsi con i venti che sferzano duramente in inverno sul K2 non ci è dato saperlo, ma se il progetto fosse davvero questo, non ci resta che lasciarci sorprendere un’altra volta dall’inarrestabile “Nims”.

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