Alta quota

Sergi Mingote sul K2 in inverno: “Provo un mix di emozione e rispetto”

Non ha mai avuto esperienze invernali sulle più alte montagne della Terra, ma Sergi Mingote ha già dimostrato di avere la stoffa per pestare neve ad altissima quota. Nessuno si sarebbe però aspettato di vederlo al campo base del K2 invernale, l’ultimo Ottomila ancora inviolato durante la stagione fredda. L’annuncio è arrivato attraverso i suoi canali social, come risposta a un invito rivoltogli dall’agenzia Seven Summit Treks, che sta lavorando all’organizzazione di una spedizione internazionale commerciale sulla montagna per la stagione 2020/2021. Sergi è stato coinvolto da Dawa Sherpa come leader del gruppo di 10 alpinisti internazionali.

L’atleta Millet, ha già raggiunto la cima del K2 in estate e senza bombole, ha in mente una salita nello stile più pulito possibile, senza ovviamente l’ossigeno.

Sergi, quando si parla di inverno al K2 corre un brivido lungo la schiena a chi conosce la montagna. Cosa ti ha spinto ad accettare l’invito?

“La vita di un alpinista è piena di decisioni, incertezze, sfide e scoperte. Quando mi si è presentata l’opportunità di portare avanti, con il mio amico Dawa Sherpa, un progetto così emozionante e stimolante come il K2 ho subito sentito quel brivido lungo schiena a cui accennate. Conosco bene il K2, è una montagna incredibile, all’idea di affrontarla in inverno sono emozionato e al contempo rispettoso.”

Arriverai al campo base del K2 come membro della spedizione di Seven Summit Treks. Salirai con loro o ti muoverai in autonomia sulla montagna?

“Senza dubbio ci muoveremo come una squadra, dettaglio che io ritengo fondamentale per avere qualche possibilità di fare un tentativo serio. Non avrebbe senso accettare una responsabilità come quella che mi è stata offerta e poi andare per conto mio.”

Hai dichiarato di voler salire in modo pulito e senza usare le bombole. Si tratta di una tua scelta personale o caratterizzerà l’intera squadra?

“Questo è il mio stile, il mio modo di intendere la scalata alle più alte montagne della Terra. Seven Summit comprende e accetta questa mia decisione. Penso che sia complementare e compatibile con quello dei miei compagni di squadra e del team Sherpa.

Viviamo in un’epoca in cui si dedica più tempo alla critica di ciò che fanno gli altri che a godersi le proprie realizzazioni, per questo in montagna cerco sempre di essere rispettoso verso lo stile di ogni alpinista.”

Come ti stai preparando all’inverno in Karakorum?

“Sto seguendo una preparazione simile a quella del progetto 14×8000. Allenamenti duri e duraturi alla ricerca di una buona condizione che mi permetta di essere veloce in quota. Sto inoltre lavorando insieme a Millet, che quest’anno compie 100 anni, per la realizzazione di nuove attrezzature, più leggere, più resistenti e più calde. Un abbigliamento specifico per resistere alle temperature estreme che offre il K2 in inverno. Sono molto soddisfatto del lavoro che stiamo facendo insieme per lo sviluppo di nuovi indumenti che proverò a novembre sulle Alpi.”

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3 Commenti

  1. Facile “usare uno stile pulito” mentre i tuoi compagni di squadra che fissano le corde o battono la traccia lo usano

  2. Insomma, proprio “facile” sul K2 in inverno non sarà come commenta Marco, ma anch’io ho qualche dubbio su questo punto: se chi ti aiuta usa l’ossigeno e tu no lo “stile pulito” se ne va un pò a farsi benedire… Però vedremo, in bocca al lupo a Sergi e speriamo di tornare ad avere anche un pò di cronaca hymalaiana e di visione internazionale delle montagne che fa sempre bene allungare lo sguardo oltre la propria regione…

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