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Inverno al K2: Rotar contro Mingma G. Sherpa. John Snorri è pronto a tornare

Dopo l’annuncio della fine dell’esperienza invernale al K2, le polemiche si accendono. John Snorri torna a parlare, non senza un po’ di amarezza, e anche Tomaz Rotar ha deciso di rompere il silenzio, in modo anche duro, sollevando dubbi sul capospedizione Mingma G. Sherpa.

Le parole di Rotar

Lo sloveno Tomaz Rotar, in un’intervista su un giornale locale a firma di Anja Intihar, ha riservato parole dure a Mingma G. Sherpa, sostenendo di non aver mai voluto fare un reale tentativo sul K2.

Lo sloveno racconta, oltre ad alcune mancanze logistiche poco significative del capospedizione, di come mai si è deciso di cancellare la spedizione. Secondo Rotar, Mingma ha deciso di andarsene perché stava male, ma che in realtà stava piuttosto bene a parte una tosse secca. Quella del nepalese sarebbe stata una scusa per poter lasciare il campo base e richiedere l’evacuazione con gli elicotteri. Richiesta che è avvenuta mentre Rotar e Snorri erano a lavorare sulla montagna. “Una decisione che ha minato la spedizione” sentenzia lo sloveno; il quale racconta di aver deciso il 5 febbraio di proseguire comunque in parete con l’islandese per attrezzare fino a campo 2 nonostante la consapevolezza che sarebbe stato impossibile continuare da soli fino alla vetta. Quel giorno gli sherpa erano però erano scomparsi verso il basso; uno di loro inoltre sotto campo 1 si ferì ad una gamba. Un infortunio che Rotar, medico di professione, dichiara non così grave da porre fine alla spedizione, ma era oramai tutto deciso, gli elicotteri erano stati chiamati e si è proceduto all’evacuazione dal campo base.

Lo sloveno si lamenta anche che Mingma aveva ottenuto i permessi per gli sherpa con scadenza a fine mese e che il campo base dovesse essere lasciato il 15 febbraio. Il dubbio di Rotar è quello di aver organizzato la spedizione solo per farsi pubblicità, così da ottenere maggiore fama in vista di un reale tentativo futuro, che sarà fatto con i materiali acquistati con i soldi raccolti quest’anno.

Snorri pronto a tornare

L’alpinista islandese ribadisce che la causa della sua rinuncia è stata la cancellazione da parte di alcuni membri del team della spedizione, cosa che aveva già spiegato sottolineando come Mingma G. Sherpa e Gao Li non si sentissero preparati. “Io e Tomaz Rotar eravamo a buon punto a fissare la via, ci mancavano 70 metri a campo 2”, racconta, quando però gli altri del gruppo hanno deciso di tornare a casa.

Impossibile quest’anno continuare in sicurezza, dice Snorri, che però rilancia: “Ho già iniziato a pianificare la prossima spedizione invernale al K2 e questa volta portando con me tutta l’esperienza di quest’anno, che mi permetterà di essere meglio preparato per l’inverno che verrà”.

Speriamo. Di certo, le cose l’anno prossimo potrebbero essere più facili grazie alla possibile presenza della spedizione polacca e forse dei russi a lavorare sulla via.

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