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Everest, la nuova misura dell’altezza mette d’accordo la decennale disputa di Cina e Nepal

È un segnale forte l’accordo tra Cina e Nepal sulla misura dell’Everest, dove tra i due Paesi c’è sempre stata qualche diffidenza.

Per la verità, ai cinesi imperiali di Mao Tse-tung e ai suoi successori per molto tempo dell’Everest era importato poco. Erano impegnati in altre faccende, in particolare a impadronirsi del Tibet. Troppo importante quel confine a sud sullo spartiacque delle montagne più alte della terra, una linea di difesa formidabile e naturale che comportava poco impegno militare per essere controllata. Dei tibetani, della loro cultura e spiritualità nulla importava, tanto meno della loro società che consideravano una teocrazia medioevale. E così ne hanno fatte di cotte e di crude, bombardando templi, massacrando i monaci e la popolazione e infine esercitando una forma di pulizia etnica con l’importazione migliaia di cinesi in Tibet.

A un certo punto, nel 1960, si sono accorti dell’Everest e dell’immensa immagine che possedeva e del fascino che esercitavo sugli occidentali. Ed era loro, ma non tutto: dovevano dividerlo con il Nepal, piccola e insignificante regione appoggiata al confine. Certo, i nepalesi erano molto affezionati ai tibetani e anche all’Everest e avevano contribuito in modo determinate alla sua “conquista”, è il 1953 quando Tenzing e Hillary arrivano in cima nel nome della Regina Elisabetta, appena incoronata, ma anche delle reciproche origini. Non va sottovalutato poi che fette importanti della popolazione tibetana erano migrate dagli altopiani aridi del nord nelle valli lussureggianti di vegetazione del sud dell’Himalaya, portando con loro le stupende bandiere di preghiera simbolo di una spiritualità profonda, che da decenni sventolano sul tetto del mondo, le immagini le abbiamo viste tutti. E a migliaia sono ancorate alle mire per i teodoliti e i distanziometri che sono state utilizzate per misurare la cima e che sono rimaste per anni sulla vetta.

La nuova misurazione

Il The Kathmandu Post ci racconta ora che dopo la visita del presidente Xi Jinping in Nepal, i cinesi hanno effettuato una nuova misurazione. Una serie di misurazioni geodetiche è stata fatta anche dal Survey Department nepalese negli ultimi tre anni.

Con il Survey Department di Kathmandu gli italiani EvK2CNR hanno per anni collaborato. Nel 1992 fu portata in vetta la prima mira e vennero effettuate le misure in contemporanea dal versante nepalese e da quello cinese, fu la prima volta che vennero usate tecnologie GPS. Poi nel 2004 quando le misure furono ripetute con la stessa modalità, ma con strumentazioni molto più sofisticate e con l’aggiunta di un mini-georadar, frutto del genio tecnologico italiano. Venne portato in vetta all’Everest dal versante nord dagli alpinisti italiani Alex Busca, Claudio Bastrentaz, Karl Unterkircher (tutti senza ossigeno), da Mario Merelli e dai nepalesi Serap Jangbu Sherpa e Lhakpa Tshering Sherpa (con ossigeno). Con il Survey EvK2CNR ha anche tracciato parte della nuova rete gravimetrica e GPS in una serie di campagne successive.

Negli ultimi tempi però sembrava che le misure cinesi e quelle nepalesi fossero poco compatibili e qualche litigiosità, accademica per carità, era insorta. Ma la politica, come accade sovente e come sperimentiamo giornalmente anche in tempi drammatici di Covid, pare abbia ammansito e “indirizzato” la scienza (esercizio non scevro da orribili pericoli) mettendo d’accordo i geodeti nepalesi e cinesi che ora comunicano al mondo: “Con un importante passo avanti, i funzionari nepalesi e cinesi hanno raggiunto un accordo sull’annuncio dell’altezza ufficiale dell’Everest, che si trova a cavallo dei due Paesi”.

Cina e Nepal hanno completato la loro analisi dei dati e condiviso le scoperte tra loro arrivando ​​a cifre simili. Ancora più importante, vi è la fine a un disaccordo di 15 anni sul riconoscimento come ufficiale dell’altezza a livello della neve o della roccia della montagna.

Entrambe le parti hanno acconsentito di accettare l’altezza dell’Everest incorporando lo spessore del suo manto nevoso” si legge nell’annuncio.

Quella che verrà comunicata sarà quindi l’altezza della cima nevosa (bene, è più romantico), del resto grazie al georadar fin dal 2004 conosciamo esattamente dove si trova quella di “sasso” rispetto alla prima. Attendiamo inoltre con ansia di conoscere a quale mareografo hanno fatto riferimento, se quello del mar della Cina o del Golfo del Bengala. Le misure italiane, quelle americane e quelle cinesi per anni hanno avuto problemi interpretativi attorno a questa scelta: la Terra, si sa, non è certo una sfera perfetta.

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