Ambiente

Pakistan e Cina lanciano i grandi Parchi Nazionali di montagna

Hindu Kush, Karakorum e Himalaya, il cuore montano dell’Asia, una vastità continentale immensa in quanto a estensione territoriale.

Fino a un decennio fa queste regioni d’alta quota erano considerate, come tutte le montagne del Mondo (europee comprese), territori difficili, improduttivi, critici da governare, con scarsa popolazione, la quale poco o nulla incideva sulla geopolitica delle nazioni che avevano la sfortuna di annoverare montagne dentro i propri confini. Tutt’al più le catene montuose erano buoni confini difendibili.

Quando nel 2006, sull’orma di una visionaria intuizione del professor Ardito Desio, fu avviato il progetto HKKH- Parnership for eco system management probabilmente non ci saremmo immaginati che l’Associazione EvK2Cnr, fondata dal novantenne geologo, potesse realizzare in poco più di 13 anni il sogno di un grande Parco Nazionale attorno al K2 che abbracciasse tutti gli 8000 del Pakistan. Non avremmo creduto che tale parco diventasse concretamente una realtà funzionante e che il governo del Gilgit-Baltistan potesse a quel punto chiedere (è avvenuto a Bergamo in questi giorni) che quel lavoro di ricerca scientifica, socio-economica, ambientale e legislativa diventasse il modello per tutte le aree protette della loro Regione (grande come il nord Italia), la quale si è vista dedicare ben il 38% del proprio territorio alla protezione della natura con l’istituzione di Parchi Nazionali. Parchi che ora si vogliono collegare con corridoi ecologici a protezione ambientale differente.

Il progetto HKKH oltre al Pakistan prevedeva il consolidamento del “Qomolangma National Nature Preserve” in Tibet e anche da quelle parti vanno registrate sconvolgenti recenti evoluzioni.

I cinesi hanno da tempo caratterizzato il panorama del Tibet con treni e autostrade, oltre che tralicci e cavi, che hanno sostituito le tradizionali file di bandire colorate. Ora hanno però intuito le potenzialità turistiche delle regioni montane, che nel paesaggio hanno un grande valore, come anche nell’integrità della natura, e hanno iniziato a fare quello che oltre dieci anni fa si era iniziato mettendo a sistema pratiche e consuetudini di protezione e valorizzazione dell’ambiente.

L’intenzione della Cina, che ha sul proprio territorio la maggior estensione di territori in alta quota e il maggior numero di 8000 al Mondo, è di porre dei limiti alla crescita della regione al fine di progettare un sistema di parchi nazionali. Uno dei primi parchi sarà nel Qinghai, una vasta regione della Cina occidentale che confina con il Tibet, che ospita specie minacciate, come il leopardo delle nevi e il gatto di montagna cinese, e le sorgenti di tre dei grandi corsi d’acqua dell’Asia: i fiumi Yangtze, Yellow e Mekong.

A tal fine, i funzionari cinesi hanno visitato i parchi nazionali degli Stati Uniti, tra cui Yellowstone e Yosemite, per comprendere le migliori strategie di gestione ambientale, turistica e delle popolazioni presenti nelle aree protette. Un po’ come fatto nei giorni scorsi da una delegazione pakistana del Gilgit-Baltistan in Italia nel Parco Gran Sasso-Laga e nel Parco del Gran Paradiso.

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