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Arrampicata sportiva: verso i giochi olimpici di Tokyo 2020 con Adam Ondra


Un video dal titolo “Battaglia cinese” non può che può prospettarsi come il racconto di un’avventura ad alto tasso adrenalinico. E il 13esimo capitolo della saga Adam Ondra: Road to Tokyo non tradisce le aspettative.

Siamo a Wujang, dove dal 3 al 5 maggio si è disputata una nuova tappa cinese della Coppa del Mondo di Boulder. Una seconda chance per Adam, costretto ad annullare il viaggio dello scorso aprile, in occasione della seconda tappa della Coppa del Mondo disputata nella città cinese di Chongqing, dopo essere tornato a casa con l’influenza dalla sfida di Mosca.

Il viaggio inizia bene, con una valigia persa. Un inconveniente cui il campione pare abituato e  difatti “tutto ciò che mi serve è nel mio zaino”.

Come ci ha ormai abituati, nella prima parte del video ci porta a scoprire luoghi e abitudini del posto, anche supermercati in cui andare a recuperare lo spazzolino da denti perduto insieme alla valigia.

Quanto ci piace questo Adam-one-of-us, che prima di una sfida mondiale va a fare la spesa, tentando invano di comprendere i caratteri di una lingua oscura!

Dopo esserci persi tra le mille luci della notte di Wujang è tempo di tornare in parete, ma non prima di aver fatto colazione. “Per me la colazione è il momento più importante della giornata” – chiarisce Ondra – “voglio essere certo di mangiare cose salutari” pertanto mai colazione a buffet!

Dopo il carico di calorie per iniziare la sfida si passa a dettagli tecnici.

Come è strutturata una competizione di Coppa del Mondo? Ci sono tre fasi: le qualificazioni, le semifinali e le finali. E fin qui, tutto chiaro.

Nelle qualificazioni tocca affrontare 5 “problemi” in parete, 5 minuti a disposizione per completare ciascuno di essi e 5 minuti di pausa tra l’uno e l’altro. I migliori 20 climbers vanno in semifinale (tra loro anche Adam).

Cambio di calzini (grazie alla valigia finalmente arrivata) e si torna in parete. Stavolta i problemi sono 4 e i minuti sempre 5. E le posizioni per accedere alle finali solo 6. Adam-one-of-us non passa il turno e diventa spettatore.

I finalisti hanno davanti a sé 4 problemi da affrontare, 4 minuti per concludere ciascuno e 2 minuti concessi per osservare e valutare i movimenti da compiere. Un tempo che potrebbe sembrare sufficiente a “capire cosa fare” ma che spesso non basta affatto, a seconda di quanto i tracciatori siano stati in gamba (o forse crudeli?).

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