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Everest. Una spedizione nepalese per rimisurare l’altezza della vetta più alta del Pianeta

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In questa primavera 2019 da poco iniziata, l’Everest si rende protagonista di molteplici avventure, non solo alpinistiche. Dalle campagne di pulizia avviate sul versante tibetano e nepalese alla missione organizzata da National Geographic, in collaborazione con Evk2CNR, per ripristinare la stazione metoclimatica a Colle Sud.

Dal Nepal giunge intanto la notizia dell’avvio della spedizione da anni annunciata per rimisurare l’altezza dell’Everest a seguito del devastante terremoto del 2015, che si teme abbia causato un abbassamento della montagna. Un annuncio che ricorda quello del dicembre 2017, dei 20 milioni di rupie stanziati dal Governo nepalese per una nuova misurazione della montagna, mai effettuata. In realtà già nell’agosto 2018 era circolata la notizia di una missione, in programma per la metà del 2019, che avrebbe visti impegnati insieme Nepal e Nuova Zelanda per effettuare una nuova misurazione. Questa volta la squadra sembrerebbe però pronta a partire.

La missione rappresenterebbe una tappa decisamente importante per il Nepal, che di fatto non ha mai inviato sull’Everest prima d’ora un proprio team designato dal governo per condurre ricerche.

L’altezza del picco è stata oggetto di molteplici misurazioni dal 1850 ad oggi. Fino al 1954 si riteneva che fosse alto 8.840 metri, cifra portata poi a 8.847 (con possibili variazioni di tre metri a causa neve) da un team di esperti dell’India. Nel 1975 una squadra cinese attestò che l’altezza fosse di 8.848 m. Nei decenni a seguire misurazioni sono state effettuate da Ardito Desio e EvK2CNR in collaborazione con le Università di Padova e Trieste, e ancora da Bradfordw Washburn, autore della cartografia di dettaglio utilizzata poi dal National Geographic. Il valore attualmente riconosciuto come altezza ufficiale è pari a 8.848 m, e deriva dalle misurazioni pre-terremoto effettuate nel 2004 dalla Piramide, il laboratorio dell’associazione italiana EvK2CNR posto ai piedi del versante nepalese dell’Everest.

A causa del movimento delle placche tettoniche, si ritiene che il sisma abbia potuto causare in Nepal delle alterazioni nelle altezze in alcune aree addirittura di alcuni metri. Come dichiarava nel settembre 2017 il Presidente del Comitato EvK2Cnr Agostino Da Polenza, “ora che l’Everest si sia alzato qualche millimetro o centimetro durante il terremoto è certo, anche perché al Laboratorio Osservatorio Piramide che sta lì sotto, a 5000 metri, ci sono strumentazioni sismiche e GPS oltre a un sistema di riscontro geodetico sui satelliti del progetto DORIS (Agenzia Spaziale francese e CNRS francese) che da circa 15 anni registra in continuo i minimi spostamenti della placca sulla quale anche l’Everest poggia. Si si muove, verso l’alto e verso nord est“.

La squadra in partenza sarà composta da due alpinisti–ricercatori, Khim Lal Gautam e Rabin Karki, supportati da un gruppo di sherpa. Una volta raggiunta la vetta utilizzeranno un nuovo sistema di navigazione satellitare in grado di inviare le letture dell’ altezza ai loro due colleghi che rimarranno al campo base. Il nuovo dispositivo dovrebbe consentire di misurare l’altezza con una precisione al centimetro, mettendo la parola fine ai tanti dubbi circolanti.

Il capospedizione Gautam, che ha già scalato l’Everest nel 2011, si è detto molto fiducioso, ammettendo che in ogni caso si tratterà di una spedizione non facile. Stiamo pur sempre parlando della montagna più alta del Pianeta, la cui vetta è stata raggiunta da 4000 alpinisti dei quali circa il 6,5% non ha fatto rientro al campo base.

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