Alpinismo

Piolet d'or: ecco le nomination

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GRENOBLE, Francia — La via aperta in solitaria dall’americano Dave Turner sulle Torri del Paine. La nuova via sul Tengkampoche, in Nepal, di Ueli Steck e Simon Anthamatten. E quella aperta dai francesi Stéphane Benoist and Patrice Glairon Rappaz sul Nuptse. Infine, tre salite giapponesi: una nuova via sul Kamet, settemila indiano, la salita sul Kalanka, seimila sempre in India, e un concatenamento sul McKinley. Queste le salite nominate per la nuova edizione del Piolet d’or, che si terrà a Grenoble a fine aprile.  

Dopo l’outing sui nomi dei giurati del Piolet d’Or, gli organizzatori del premio francese svelano finalmente anche i nomi delle sei salite considerate dalla giuria le migliori del 2008.

La prima è quella del californiano Dave Turner, 26 anni, che lo scorso gennaio è rimasto per ben trentaquattro giorni di fila sulla strapiombante parete Est del Cerro Escudo, tra le Torri del Paine, in Patagonia, per aprire la sua via nuova. L’impresa riscosse molto successo perchè la parete, prima inviolata fino alla cima, è considerata la più dura big wall del territorio cileno. E’ stata una scalata artificiale con difficoltà fino all’A4 superiore, affrontata spostandosi su e giù per la parete senza mai tornare a terra e dormendo nella portaledge.
 
Nominata anche la nuova via degli svizzeri Ueli Steck e Simon Anthamatten (nella foto) sulla parete Nordovest del Tengkangpoche, cima nepalese di 6.500 metri a ovest di Namche Bazaar. I due alpinisti hanno aperto la via di misto con difficoltà pari al IV grado e all’M7+ e fino agli 85 gradi di pendenza, è stata aperta in quattro giorni di scalata in perfetto stile alpino.

Non poteva mancare, poi, la candidatura "di casa" dei due francesi Patrice Glairon Rappaz e Stéphane Benoist, che in ottobre hanno aperto un nuovo tracciato, in stile alpino, sulla Sud del Nuptse, 7.861 metri, in Nepal.

Poi le tre nomination orientali. La prima è la via di ghiaccio sulla Nord del Kalanka, 6.931 metri, aperta dai giapponesi Fumitaka Ichimura, Yusuke Sato e Kazuaki Amano, che a novembre ha già vinto l’Asian Piolet d’or. In concorso c’è anche la prima salita della parete sudest del Kamet, 7.756 metri, la montagna più alta del Garwal Himalaya in India. La via, 1800 metri con difficoltà alte, è stata compiuta sempre dai giapponesi Kazuya Hiraide e Kei Taniguchi.

Infine, c’è il concatenamento di quattro vie, in salita e discesa, sul McKinley, compiuta da altri tre giapponesi: Katsutaka Yokoyama, Fumitaka Ichimura e Yusuke Sato lo scorso maggio. Le vie sono la Isis Face, la Ramp Route, il South Buttress e la Diretta Slovacca.

In sintesi, sei salite dall’indiscutibile valore che, come anticipato dagli organizzatori, premiano lo stile leggero: Turner, sul Cerro Escudo, ha usato lo stile capsula in solitaria, senza mai scendere dalla parete; tutti gli altri hanno usato lo stile alpino. Qualche domanda, forse, potrebbe sorgere sulla così pesante presenza giapponese nelle nomination, che per certi versi risulta poco comprensibile dato che lo scorso anno sono state compiute altre salite di alto valore alpinistico.

Ora, comunque, non rimane che attendere il verdetto della giuria, che verrà reso pubblico durante la manifestazione a fine aprile. Ricordiamo che, secondo la nuova filosofia del premio, potrebbe essere eletto anche più di un vincitore tra i sei nominati, e che verrà assegnato anche un Piolet d’or alla carriera.
 

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