Alpinismo

Moro sul Makalu: il video della vetta

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KATHMANDU, Nepal — La tenda, nel cuore di notte: Simone Moro e Denis Urubko si preparano, con le pile frontali, a partire per la vetta. Salgono lungo gli impressionanti pendii sommitali del Makalu, fra roccette e scivoli di ghiaccio, in una giornata perfetta, ma gelida. Poi, finalmente, ecco la cima: gli ultimi passi di Moro, lenti, quasi inginocchiati, prima di levare le braccia al cielo in una gioia infinita. Imperdibile, cari lettori: ecco il video della prima salita invernale al Makalu, 8.473 metri.

Esattamente una settimana fa arrivava, in Italia, la notizia della storica impresa di Moro e Urubko sul "grande nero", l’ultimo dei giganti himalayani ad essere salito nella rigida stagione invernale. Oggi, Moro consegna alla storia il video della salita, regalando nuove emozioni a tutti gli appassionati.

L’alpinista ha inviato il filmato da Kathmandu, dove è arrivato venerdì scorso con il compagno kazako. I due sono volati a valle con l’elicottero, direttamente dall’Hillary Base camp del Makalu, per curare tempestivamente alcuni principi di congelamento che Simone Moro ha accusato alle dita dei piedi il giorno dopo la salita.

"Ho cominciato ad accusare formicolii – racconta l’alpinista bergamasco -, poi gonfiore e parziale perdita di sensibilità alle dita del piede destro ed alcune del sinistro. Nulla di grave, ma ho preferito contattare alcuni amici specialisti russi, in particolare il dottor Evgeny Vingradsky. Mi hanno detto di inizare la terapia di iniezioni con eparina (che avevo con me) e di non fare l’eroe iniziando il lungo trekking di ritorno. Era necessaria un’evacuazione in elicottero per evitare complicazioni, infezioni e peggioramenti".

"Ho quindi chiamato Nima Nuru Sherpa della Cho Oyu trekking – che ha subito organizzato la missione in elicottero. Io e Denis siamo dovuti scendere di notte, a piedi, dai 5650 metri del campo base avanzato ai 4800 metri della campo base Hillary. L’elicottero ci avrebbe prelevato solo lì, perché è il suo limite operativo di quota. Comunque è andato tutto bene e una volta a Kathmandu Nima mi ha subito portato da un medico specialista che mi provato la sensibilità, mi ha fatto una iniezione e prescritto una cura antibiotica per evitare infezioni. Ha confermato la necessità di evitare di camminare, nei prossimi giorni tornerò da lui per i bendaggi e le cure".

Nel frattempo, i due alpinisti si occupano delle questioni organizzative post-spedizione. I cuochi della spedizione stanno scendendo con 15 portatori dal campo base e saranno a Kathmandu tra 10 giorni con tutta l’attrezzatura degli alpinisti, che nei giorni scorsi hanno fatto il debriefing al Ministero del Turismo, una conferenza stampa e incontrato Miss Elizabeth Hawley.

 
 
 
Sara Sottocornola

 

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