Alpinismo

Kurt Diemberger: se la caveranno

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BERGAMO — "Nones e Kehrer hanno fatto bene a proseguire nella salita. Se la caveranno. Sono stati bravi ad aver preparato un deposito a 6400 metri. Ma non mi dò pace per Karl…se solo avesse potuto andare al Gasherbrum I adesso sarebbe vivo e vegeto". Queste le parole di Kurt Diemberger che al telefono con Agostino Da Polenza ha espresso il suo dolore per la scomparsa di Unterkircher e la speranza che per i suoi compagni tutto finisca per il meglio.

"Ciao Agostino, quando non ci si può vedere almeno ci si sente per telefono". E’ profonda e affettuosa la voce di Kurt Diemberger che ieri sera ha chiamato l’amico Da Polenza per parlare dei drammatici eventi di questi giorni sul Nanga Parbat. Il famoso alpinista austriaco, che conosce fin troppo bene tragedie di questo tipo sulle montagne di 8000 metri, ha manifestato il forte rammarico per la scomparsa di Unterkircher e la speranza per la discesa di Walter Nones e Simon Kehrer.
 
"Se la caveranno – dice Diemberger -. Sono stati bravi ad aver preparato un deposito a 6400 metri sulla Bhul prima di partire per la via nuova. Non dovrebbero aver problemi a scendere con gli sci il primo pezzo della Buhl. Però dipenderà anche da quante forze avranno, da quanto saranno stanchi. Più giù invece c’è una brutta seraccata, sarà difficile che riescano a continuare con gli sci".
 
Nones e Kehrer stanotte hanno bivaccato a 7.200 metri sul ghiacciaio Bazin. Due giorni fa si trovavano a quota 6.900, accampati su una ripida parete rocciosa sotto la sella del ghiacciaio.  Raggiunti dall’elicottero di soccorso che è riuscito a calare loro un telefono satellitare e dei viveri, ieri sono riusciti a proseguire nella salita e ad uscire dalla parete Rakhiot, e raggiungendo la via Buh, che passa sul ghiacciaio a circa 7200 metri di quota.
 
"Anche io avevo pensato che fosse meglio che salissero sul Bazin – continua l’alpinista -, perchè da lì si scende bene, anche se arrivarci è molto complicato. La via di Buhl non dovrebbero perderla, però la seraccata più in basso è davvero pericolosa. Lì però, se dovessero avere bisogno, l’elicottero dovrebbe poter arrivare".
 
"Speriamo Kurt, io sono fiducioso" – risponde Da Polenza, ma non finisce la frase che Diemberger lo interrompe: "Agostino. Non mi dò pace per Karl…se solo avesse aspettato un anno, se solo avesse potuto andare al Gasherbrum I, adesso sarebbe vivo e vegeto".
 
 
Valentina d’Angella

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