Makalu ed Everest, giorni tragici: muoiono l’americana Shelley Johannesen e lo YouTuber Bijay Ghimire
Shelley Johannesen è morta sul Makalu travolta da una valanga durante la discesa dalla vetta. Intanto sull’Everest perde la vita anche l'alpinista nepalese Bijay Ghimire, noto YouTuber e veterano della montagna.
La stagione primaverile himalayana continua a registrare incidenti e vittime tra Everest e Makalu. Nelle ultime ore una scalatrice americana è morta sul Makalu dopo essere stata travolta da una valanga durante la discesa dalla vetta, mentre sull’Everest ha perso la vita lo scalatore e YouTuber nepalese Bijay Ghimire. Sul Makalu II, inoltre, proseguono anche le operazioni di recupero del corpo del ceco David Roubinek, morto nei giorni scorsi durante un tentativo in stile alpino.
Makalu: muore Shelley Johannesen
La vittima è Shelley Johannesen, 53 anni, originaria dell’Oregon, negli Stati Uniti. La donna aveva raggiunto la vetta del Makalu (8485 metri) il 9 maggio insieme a David Ashley, Tawa Sherpa e Phurba Sonam Sherpa, arrivando in cima alle 10:30 (ora locale) del mattino.
Secondo quanto riferito dagli organizzatori di Expedition Himalaya, l’incidente è avvenuto domenica durante la discesa, intorno ai 7000 metri di quota. Una piccola valanga avrebbe investito Johannesen e la guida Tawa Sherpa. La scalatrice americana è morta, mentre Tawa Sherpa è rimasto ferito ed è stato soccorso da altri alpinisti presenti sulla montagna.
Navin Trital, managing director dell’agenzia che organizzava la spedizione, ha spiegato che è in corso l’operazione di evacuazione di Tawa Sherpa, mentre nelle prossime ore verrà avviata anche una missione per il recupero della salma di Johannesen.
Everest: morto l’alpinista e YouTuber Bijay Ghimire
Anche sull’Everest la stagione continua a essere segnata dalle complessità logistiche e dalle tragedie. Il 10 maggio è morto nella seraccata del Khumbu l’alpinista nepalese Bijay Ghimire, esperto scalatore e noto YouTuber originario del distretto di Solukhumbu.
Ghimire stava salendo verso i campi alti quando si è sentito male. Le prime informazioni parlano di un possibile arresto cardiaco, anche se le autorità nepalesi stanno ancora ricostruendo con precisione quanto accaduto.
L’alpinista aveva già raggiunto quattro volte la vetta dell’Everest ed era considerato una figura simbolica in Nepal per essere stato il primo membro della comunità Dalit a salire sulla montagna più alta del mondo. Il suo corpo è stato recuperato e trasferito in elicottero a Lukla, dove verrà effettuata l’autopsia prima della riconsegna alla famiglia.
Il recupero del corpo di David Roubinek dal Makalu II
Quella di Johannesen è la seconda vittima della stagione sul massiccio del Makalu. Solo pochi giorni fa aveva perso la vita anche il climber ceco David Roubinek, 38 anni, morto a circa 7300 metri sul Makalu II. Roubinek faceva parte di una spedizione di sette persone guidata da Lukas Madr e stava tentando la salita in stile alpino. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, l’alpinista si sarebbe sentito male a circa 7400 metri durante la discesa, morendo poco dopo mentre i compagni cercavano di aiutarlo.
Ieri, domenica 10 maggio, una squadra di soccorritori nepalesi è riuscita a recuperare il corpo nonostante le difficili condizioni meteo sulla montagna. Cinque alpinisti hanno trasportato la salma fino a 6100 metri, dove ora si attende una finestra di bel tempo per il trasferimento in elicottero.




