Cronaca

Everest, il 13 maggio il primo tentativo di vetta della stagione. via di vetta pronta all’apertura

Dopo settimane di ritardi e tensioni nella seraccata del Khumbu, le spedizioni si preparano a tentare la cima in vista di una prima finestra meteo favorevole. Via per la vetta ormai aperta.

Superato il grande seracco a rischio crollo che incombeva sulla via di salita, sul versante nepalese dell’Everest la situazione si è sbloccata rapidamente. Se le previsioni meteo verranno confermate, il 13 maggio potrebbe segnare l’apertura della via fino alla cima e le prime ascensioni dell’anno sulla montagna più alta del Pianeta.

Secondo quanto riferito dall’ufficiale di collegamento, Gyanendra Shrestha, membro dell’ufficio operativo presente al campo base dell’Everest, il team dell’Expedition Operators Association Nepal (EOAN) punta infatti a completare il fissaggio delle corde fino alla vetta proprio nella giornata del 13 maggio. Nella notte sono previsti ulteriori trasporti di corde e materiale tecnico da campo II a campo IV, ultimo avamposto prima del Colle Sud e della salita finale.

La via fino a campo IV è già stata aperta e nelle ultime ore le spedizioni stanno concentrando gli sforzi nel rifornimento dei campi alti: tende, bombole d’ossigeno e carichi vengono trasferiti verso il Colle Sud per preparare i clienti alla finestra di bel tempo attesa tra il 12 e il 13 maggio. “Alcuni alpinisti stanno pianificando il summit push il 13 maggio insieme al team che fisserà la via” ha spiegato Shrestha.

Mingma G e la via per la vetta

Tra i protagonisti più attivi di questa stagione c’è ancora una volta Mingma Gyalje Sherpa, che ha annunciato l’intenzione di aprire autonomamente la via di vetta qualora le condizioni lo permettano.

In un lungo messaggio pubblicato dal campo base, Mingma G ha definito la stagione 2026 “un vero roller-coaster” per il suo team. Il riferimento è soprattutto ai problemi che hanno segnato l’inizio della stagione sulla seraccata del Khumbu, dove i ritardi nell’apertura della traccia e le tensioni con gli Icefall Doctors avevano creato forti polemiche.

“La via attraverso l’Icefall è stata ritardata e noi abbiamo fornito una soluzione ha scritto. “Molti hanno detto che ci stavamo assumendo troppi rischi e che stavamo mettendo tutti in pericolo. Ma ora la maggior parte degli sherpa e degli alpinisti è soddisfatta della nuova traccia”. L’alpinista e manager dell’agenzia Imagine Nepal ha anche sottolineato le difficoltà logistiche incontrate nelle settimane scorse, tra ritardi nei permessi e nel trasferimento del materiale verso campo II, fattori che avrebbero fatto perdere alcune buone finestre meteo.

Nonostante questo, Mingma G ha elogiato il lavoro delle squadre incaricate di fissare le corde tra campo II e campo IV: “Hanno trascorso diversi giorni sopra i 6000 metri, sono esausti e ora stanno recuperando al campo base”.

La pressione organizzativa quest’anno è particolarmente elevata. Il governo nepalese ha infatti rilasciato un numero record di permessi per l’Everest: 492 in totale. “Sono sorpreso da questi numeri e spero che il governo diventi più responsabile” ha dichiarato in proposito Mingma G. “Qualcuno però deve assumersi la responsabilità della situazione e noi lo stiamo facendo, cercando di evitare troppo traffico e permettere ai clienti stranieri di avere date di vetta più flessibili”.

Dunque, se il meteo reggerà, martedì 13 maggio potrebbero arrivare le prime vette dall’Everest, dopo settimane segnate da ritardi, tensioni e condizioni instabili sulla seraccata del Khumbu, che hanno causato anche alcuni incidenti.

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