Curiosità

Yeti: la storia degli avvistamenti e delle prove raccolte

I primi segni dello Yeti nella storia risalgono al 19esimo secolo. Nei monasteri buddisti appaiono dei dipinti che raffigurano “la creatura che abita l’Himalaya” simile a una scimmia, con una pietra in mano e mentre fa un fischio. All’inizio del ventesimo secolo, quando turisti e occidentali iniziano a viaggiare nella regione himalayana, cresce l’interesse popolare verso questa creatura.

Nel 1921 nasce il termine “Abominevole uomo delle nevi”, grazie al libro di Charles Howard-Bury “Mount Everest. The Reconnaissance”. Iniziano così i ritrovamenti di orme, peli e prove dell’esistenza dello Yeti. Nel 1954 viene organizzata una spedizione per trovare lo Yeti: è la “the Snowman Expedition” organizzata dal quotidiano inglese Daily Mail. Il capospedizione John Angelo Jackson torna in patria con foto di enormi impronte nella neve e di dipinti locali che raffigurano la creatura.

Uno degli ultimi avvistamenti dello Yeti è del 1970 sull’Annapurna. L’alpinista Don Whillans ha raccontato di aver sentito alcuni versi sinistri mentre cercava il luogo per un campo alto. La sua guida locale avrebbe assicurato che si trattava del richiamo dello Yeti e proprio quella notte Whillans racconta di aver visto una strana creatura scura aggirarsi intorno alle tende.

Oggi lo Yeti è ancora oggetto di teorie controverse. C’è chi crede sia un essere paranormale, chi una specie sconosciuta di scimmia, chi un essere umano affetto da ipertricosi e cresciuto allo stato selvaggio.  E chi crede sia un orso. Oltre alle recenti analisi del Dna, anche Reinhold Messner, uno dei protagonisti degli avvistamenti, ha ipotizzato che lo yeti non sia altro che un orso delle nevi o orso azzurro tibetano, una specie rarissima di orso.

Sta diventando sempre più improbabile che lo yeti esista – ci aveva risposto il professore Sandro Lovari, che si era occupato di Yeti negli anni ’90 -.Tuttavia non sarebbe un atteggiamento scientifico dire che è impossibile che esista”.

Ecco un riepilogo dei principali avvistamenti dello Yeti nella storia.

  • 1921: Il tenente colonnello C. K. Howard-Bury, salendo al Lhapka-La, nella regione dell’Everest, a circa 7000 metri, vede una figura scura dalle sembianze vagamente umane e trova enormi impronte nella neve.
  • 1925: Il fotografo N.A Tombazi, dice di aver visto in Himalaya una creatura simile agli umani, scura e senza vestiti sul ghiacciaio dello Zemu a 4500 metri
  • 1948: Peter Byrne trova un’impronta di yeti in india.
  • 1951: Eric Shipton fotografa impronte di Yeti a 5500 metri sul Menlunq Glacier, regione dell’Everest
  • 1953: Sir Edmund Hillary dice di aver visto queste enormi impronte mentre scalava l’Everest.
  • 1954: L’americano John Jackson fotografa dipinti dello Yeti in Nepal e molti calchi di impronte non identificabili.
  • 1959: Ipotetiche feci dello Yeti vengono raccolte, analizzate e risultano contenere parassiti sconosciuti.
  • 1959: L’attore James Stewart, dopo una visita in India, porta di nascosto dei reperti di Yeti a Londra.
  • 1960: Sir Edmund Hillary organizza una spedizione per trovare lo Yeti ma non conclude niente.
  • 1970: L’alpinista inglese Don Whillans dice di aver visto una creatura strana scalando l’Annapurna.
  • 1983: Daniel Taylor e Robert Fleming Jr, in una spedizione alla ricerca dello Yeti, trovano impronte nella Barun Valley
  • 1986: Reinhold Messner avvistò, in una regione del Tibet orientale, uno Yeti, che descrisse come un enorme essere, ritto sulle zampe posteriori, in posizione bipede, che guardava nella sua direzione e che iniziò a fischiare per minacciarlo. Nello stesso anno l’esploratore Anthony Wooldridge avvistò e fotografò un presunto Yeti nell’India settentrionale a una distanza di 150 metri.
  • 1991: Ladri rubano dal monastero di Pangboche i resti della cosiddetta “mano” dello yeti. L’anno successivo escono i risultati di alcune analisi condotte su quella mano rubata dall’antropologo George Agogino dell’Universita di California: risultarono simili all’epidermide umana, ma non appartenenti a esseri umani.
  • 1996: Durante lo spettacolo “Paranormal Borderland” della Paramount viene presentato il video “The Snow Walker Film” che risulta essere creato dai produttori.
  • 2003: sulle montagne siberiane dell’Altai viene ritrovato un arto appartenente a un animale sconosciuto.
  • 2007: il presentatore ed esploratore statunitense Josh Gates trova tre orme considerate compatibili con quelle dello “Yeti”, sulla sponda del fiume Manju, a 2.850 metri di altezza
  • 2008: Alcuni giapponesi fotografano impronte di presunti Yeti sul Dhaulagiri, 4800 metri di quota.
  • 2011: In Russia alcuni scienziati durante un convegno dicono di avere le prove dell’esistenza dello Yeti, ma risulterà essere una mossa pubblicitaria.
  • 2011: Un cacciatore, in Russia, dice di aver trovato una creatura simile a un orso che tentava di uccidere una delle sue pecore.
  • 2013: Lo scalatore inglese Mike Rees fotografa impronte di Yeti.
  • 2014: Circola sul web un video di una creatura pelosa che si aggira in una foresta russa.
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