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Engadina, nel parco nazionale svizzero le ricerche sulla riforestazione naturale

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Parco Nazionale Svizzero (Photo courtesy of Hansueli Krapf/Wikipedia.org)
Parco Nazionale Svizzero (Photo courtesy of Hansueli Krapf/Wikipedia.org)

ZERNEZ, Svizzera – Ogni anno fino a 60 ricercatori provenienti dalla Svizzera e dall’estero lavorano nel parco nazionale del Paese. Situato nel cantone dei Grigioni, nell’area dell’Engadina, il Parco è stato fondato nel 1914 ed è il più antico delle Alpi.

A contraddistinguerlo rispetto ad altre aree protette è anche la forte vocazione della ricerca scientifica, sancita dalla stessa legge del Parco del 1980: “Il Parco Nazionale è oggetto di una ricerca scientifica continua”. La tradizione di osservazione e monitoraggio della natura qui è vecchia di un secolo e i dati raccolti dagli studiosi risalgono fino al 1920.

In particolare, nell’area protetta viene effettuata molta ricerca a lungo termine: quella che dà meno gloria agli scienziati, ma permette di comprendere meglio i processi naturali. All’Alp Stabelchod, 1950 metri di altitudine sul Passo del Forno, per esempio, dal 1914 non c’è più pascolo e i botanici studiano il lento processo di riforestazione naturale. “In quest’area, in cui la vegetazione sembra completamente impoverita, nel 1921 si contavano esattamente 17 specie di piante, oggi ve ne sono 51. Oggi vi sono quindi tre volte più specie vegetali rispetto ai tempi in cui questo prato serviva ancora da pascolo per il bestiame dell’alpeggio. Sull’Alp Stabelchod teniamo sotto osservazione sei diverse parcelle. Lo sviluppo è identico per tutte”, ha spiegato il botanico Martin Schütz al giornale svizzero Swissinfo.ch.

L’area viene studiata ininterrottamente dal 1917, da tre generazioni di studiosi. L’evoluzione del prato è costante, ma molto lenta: secondo le stime degli scienziati, ci vorranno ancora 6 o 7 secoli per poter rivedere la foresta sull’ex alpeggio. Ma portare avanti ricerche simili non è semplice: oggi il sistema della ricerca è sempre più affamato di studi a breve termine con risultati eclatanti, mentre c’è meno spazio per progetti a lungo termine, che possono offrire risultati significativi solo dopo molto tempo. Per questo, spiega Schütz a Swissinfo.ch, non è ancora chiaro se ci sarà un suo successore.

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