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Sci: 30mila incidenti l’anno sulle piste italiane

3 novembre 2005 – La stagione non è ancora cominciata. Ma gli appassionati sono già in fibrillazione.  Ancora poche settimane e il popolo degli sciatori potrà liberamente tornare sulle le piste di Alpi e Appennini, magari innevate artificialmente per ovviare ai ritardi di madre Natura. Come sempre, però, inizierà anche il piccolo calvario di incidenti che ogni anno miete un numero crescente di vittime. Ma lo sci è davvero pericoloso?

 

sciatoreBeh, i dati sono sorprendenti. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità – che dal 2003 registra i "capitomboli" gravi avvenuti durante la pratica di questo sport – ogni anno sulle piste italiane si verificano 30mila incidenti. Metà dei quali richiedono l’intervento di personale di soccorso e sanitario.

 

Un bel numero, non c’è che dire. Soprattutto se paragonato agli incidenti stradali: 200mila ogni anno. Ma mentre sulle strade perdono la vita circa 6 mila persone, i decessi sugli sci sono davvero pochi: 20 ogni anno. Insomma, si casca molto. Ma per fortuna le conseguenze sono assai meno gravi.

 

Ma quali sono le ragioni principali dalle cadute? Gli esperti non hanno dubbio: superficialità e distrazione. Il 56 per cento degli incidenti censiti, infatti, è avvenuto su piste di media o bassa difficoltà. E per due terzi con condizioni climatiche buone o ottime. Anche considerando che se c’è nebbia o nevica e sulle piste.

 

Quanto ai mezzi, lo snowboard non sembra essere più pericoloso dei tradizionali sci. Circa il 15 per cento degli incidenti censiti riguardano la tavoletta, contro l’80 per cento di sciatori e il 5 per cento gli slittini. Dati proporzionali al numero di appassionati di ciascuna disciplina. 

 

L’ultima statistica riguarda il versante sanitario. Ci si fa molto più male alla testa di quanto si potrebbe immaginare. E, soprattutto, in caso di trauma cranico le conseguenze sanitarie sono assai più gravi. Certo, nel 47 per cento dei casi i traumi riguardano gli arti inferiori. Ma in un caso su sei, a subire il maggiori danni è il capo.

 

Casco in testa, dunque, è buona sciata…

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