Itinerari

Emozioni ad alta quota tra Carcoforo e il Col d’Egua

Dal piccolo villaggio walser valsesiano fino a uno spettacolare punto panoramico sul Monte Rosa

Il caratteristico villaggio di Carcoforo è adagiato ai piedi di un anfiteatro di cime grigie che sovrastano antichi pascoli e colorati boschi di conifere. E’ sufficiente camminare su una delle antiche vie lastricate del paese e salire leggermente di quota per rendersi conto dell’estetica del piccolo borgo che,visto dall’alto, evidenzia l’aspetto tradizionale delle sue case, con i tetti in pietra fatti con le lose ordinate e sapientemente posate, le strette viuzze e i porticati in legno, vere e proprie firme dello stile architettonico Walser.
Alzando lo sguardo verso il cielo si osserva la corona di cime dalla quale spiccano il Pizzo Montevecchio (2789 m), il Pizzo Quarazzolo (2802 m), il Paolone del Badile (2675 m), il Pizzo della Moriana e il Pizzo Tignaga (2652 m). Sono queste le vette che costituiscono la testata della Val d’Egua, laterale della Val Sermenza, dalla quale si dirama all’altezza del villaggio di Rimasco una biforcazione netta che la separa anche da Rima San Giuseppe e da Rima (1411 m), altro villaggio Walser, collegato a Carcoforo da un sentiero che valica il Colle del Termo. Per vedere il Monte Rosa, invece, è necessario salire di quota e rimontare qualche cresta oppure, più semplicemente, valicare uno dei colli, antiche vie di comunicazione già usate dal popolo Walser, dal XIII secolo, per scambi, commerci e spostamenti. Il Col d’Egua, tra questi, è uno dei più semplici da raggiungere. Nel 1855, il reverendo Samuel W. King, scrisse sul suo diario di viaggio: “Ero impaziente di vedere la magnifica vista del Monte Rosa che si diceva esserci da lassù e avevo sperato di aggiungere un suo schizzo alla mia serie di vedute delle differenti valli. Ma umide, penetranti nuvole si diffusero dense sul colle, e potevamo appena distinguerci tra noi”. Un resoconto che descrive tutto il suo rammarico per non essere riuscito ad osservare e disegnare le cime del Rosa, dal Col d’Egua.

Una salita mai noiosa

Si parte dall’ampio parcheggio, antistante le case tradizionali di Carcoforo. Si attraversa il ponte (cartelli) che conduce nel cuore del villaggio che si attraversa per strette viuzze ammirando le case in legno e pietra che evidenziano le peculiarità estetiche dell’architettura Walser.

Seguendo le indicazioni (rifugio Cai Boffalora, Col d’Egua; n. 122), in breve, si raggiunge l’attacco del sentiero. Si sale ripidamente sulla mulattiera lastricata, ammirando un frassino centenario. Uno sguardo di spalle consente di osservare il paesino di Carcoforo dall’alto, dove è evidente il rispetto dei canoni architettonici tradizionali anche nelle abitazioni recentemente ristrutturate: bellissimo il colpo d’occhio sui tetti in pietra.
Superato il primo breve strappo si cammina in falsopiano, dove la melodia dell’acqua annuncia la spumeggiante cascata che fiancheggia il tracciato. Si prosegue sul sentiero principale tra zone di pascolo osservando, a sinistra, imponenti esemplari di larici secolari dalle corrugate cortecce. Ignorando un paio di deviazioni, a sinistra, si cammina dritto sino al Rifugio Cai Boffalora Ticino (1635 m; 1 ora; + 331 m; T), intitolato a Paolo Majerna, socio fondatore del Cai di Boffalora e gestito dai volontari che offrono ristoro e pernottamento, in periodo estivo. Bella la vista dell’anfiteatro roccioso di cime, tra le quali spiccano il gruppo del Cimone (2453 m) e la Cima Pianone (2446 m). Cartelli indicano il sentiero che prosegue verso la testa della valle e verso il Col d’Egua. Si cammina in piano per alcuni minuti, in zone di pascolo, salendo poi sino all’Alpe d’Egua (1745 m). Il sentiero diviene ora nettamente più ripido, lungo la storica mulattiera, sino alle baite in pietra dell’Alpe Sellette (1915 m) da dove fanno capolino le cime del Monte Rosa. Il panorama è leggermente diverso da quello che si ammira dalla zona di Alagna Valsesia, sul versante Sud del massiccio. Da questo punto si vede un tratto di parete Est dalla quale si ergono le cime maggiori: Punta Gnifetti, Punta Zumstein, Punta Dufour e la Nordend, tutte di quota superiore ai 4500 metri. Si continua a salire lungo il sentiero, a tratti piuttosto ripido. Ad ogni svolta, lo sguardo verso il Rosa diviene più ampio e suggestivo sino allo stretto valico del Col d’Egua. Dal 2013 è presente il Bivacco Col d’Egua, dedicato alla memoria di Fabrizio Volpone e Sergio Sesone: 12 posti letto, fornello a gas, stufa a legna. L’acqua è presente nelle vicinanze. Dal colle, è interessante scendere alla vicina Alpe Selle (1824 m) e, volendo, proseguire verso il vicino Colle Baranca (1818 m).

Partenza: Carcoforo (1304 m)
Arrivo: Colle d’Egua (2239 m)
Dislivello: + 935 m
Tempo: 3 ore
Difficoltà: T / E
Periodo: da giugno a ottobre

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