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Milano-Cortina 2026, la denuncia: l’ambiente è a rischio

Le future Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 preoccupano, e non poco. Non solo Maurizio Crozza, che la butta sulla satira, ma anche le associazioni di tutela dell’ambiente montano e quelle di protezione ambientale. In otto hanno espresso la loro forte preoccupazione per il grave impatto ambientale che rischia di essere provocato dalle opere previste per l’olimpiade.

Club alpino italiano, Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness Italia, Touring club italiano e WWF uniti da un’inquietudine aggravata sia dall’assenza di informazioni sulle modalità di progettazione e di realizzazione che dovrebbero essere rilasciate con urgenza dai Ministeri competenti, sia dalle procedure in corso che tendono nei fatti a eliminare la Valutazione Ambientale Strategica per recuperare il dichiarato grave ritardo sulla tabella di marcia delle opere.

Olimpiadi come occasione di crescita

Le otto associazioni ritengono Olimpiadi e Paralimpiadi, soprattutto quelle invernali, come una straordinaria occasione di fratellanza e di pace tra i popoli e nello stesso tempo di crescita della consapevolezza dei valori ambientali, in particolare di quelli legati alla montagna. Le associazioni hanno inoltre evidenziato con “una lettera indirizzata già ad aprile 2021 ai suddetti Ministeri”, come con le prossime Olimpiadi l’Italia potrebbe dimostrare di essere all’avanguardia nell’applicazione degli standard e delle procedure ambientali in coerenza con l’impegno assunto con il Contratto di assegnazione dei Giochi. “Dopo quasi un anno, tuttavia, i Ministeri non hanno inviato alcuna risposta a quella lettera che chiedeva coerenza, trasparenza nelle informazioni sulle opere e un fattivo coinvolgimento delle Associazioni di protezione ambientale che, almeno fino a oggi, non hanno avuto accesso ai progetti relativi alle opere previste per i Giochi: nulla si conosce dunque per quanto riguarda in particolare l’attivazione delle procedure di VAS nazionale sulle opere essenziali, connesse e di contesto in corso o in preparazione”.

Forte preoccupazione

L’assenza di una risposta ha generato inquietudine e preoccupazione tra le fila delle otto associazioni. “Una preoccupazione ancora più forte per il deludente risultato del frettoloso incontro che avuto il 15 febbraio scorso con il Vice Ministro Alessandro Morelli, nel corso del quale era anche presente, ma non è intervenuto, l’Amministratore delegato della ‘Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026’, Luigi Valerio Sant’Andrea”. In questa occasione il Vice Ministro si è limitato a sottolineare la complessità della situazione e la conseguente necessità di affrontarla insieme, aggiungendo che ne avrebbe parlato con il Ministero della transizione ecologica. “Quanto però è avvenuto subito dopo questo incontro dimostra come il comportamento ministeriale vada nei fatti in una direzione diametralmente opposta e che non veda nelle associazioni ambientaliste un interlocutore: il 23 febbraio il Presidente del Consiglio ha nominato Amministratore delegato Valerio Sant’Andrea come Commissario straordinario per ben otto importanti interventi riguardanti i Giochi”. Le associazioni denunciano quindi che “non sia stata avviata una VAS nazionale e che manchi un percorso pubblico sulla questione Olimpiadi”.

La richiesta delle associazioni

Per questi motivi, le associazioni ribadiscono la necessità di redarre un piano unitario e il relativo Rapporto Ambientale riguardante le opere e gli interventi essenziali alla realizzazione delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 da sottoporre a procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nazionale e relativa contestuale Valutazione di Incidenza (VINCA) di competenza del Ministero per la Transizione Ecologica. Chiedono inoltre che la VAS nazionale non venga limitata alla realizzazione delle opere ma che sia estesa all’incidenza delle variazioni di uso del suolo e alle dinamiche del carico insediativo, sia temporaneo sia permanente, anche e soprattutto in relazione alla disponibilità e al consumo di risorse. Infine, che venga data risposta alle richieste e alle osservazioni qui formulate entro la fine di questo mese di aprile.

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7 Commenti

  1. Per fortuna si sono preoccupati tutti e subito !!!
    Chissà se le pecore verranno riprese dopo che è stata lasciata aperta la porta del recinto.

    Leggo:
    “La selezione della città organizzatrice dei XXV Giochi olimpici invernali, che si terranno nel 2026, è avvenuta durante la 134ª sessione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), il 24 giugno 2019 a Losanna, in Svizzera. La scelta è ricaduta sulla candidatura di Milano-Cortina d’Ampezzo.”

  2. Non ho mai visto nessuna di quelle associazioni tutela ambiente,protestare per ennesimo supermercato,o centro commerciale. mega parcheggio, o asfalti al posto del prato.Però gli ho visti salire in funivia x fare le foto di gruppo “salviamo i ghiacciai”

    1. Ma per favore, ma come si fa a dire una cosa del genere? Allora, chi sarebbero i famosi !ambientalisti del NO”? Quando si tratta di parlare contro gli UNICI che qualcosa dicono – e fanno – per salvaguardare l’ ambiente, c’è sempre da dire qualcosa, non vanno mai bene. Quelli che salgono sulle funivie sono semplicemente i turisti che hanno una idea della montagna come di un grande luna park e a cui nulla interessa realmente della sacralità e della bellezza della natura e poi ci salgono i politici, ah questi nemmeno si devono pagare il biglietto.

  3. Basterebbe fare l’elenco degli sprechi/ruberie/scempi vari fatti in occasione delle olimpiadi 2006 Torino per capire che essendo gli attori sempre gli stessi sara’ ancora una volta una mega “paciata” con i nostri soldi. (paciata=magnata).

  4. Ma noi poveri itagliani, senza gas, senza gasolio, senza grano, senza olio di girasole come faremo a preparare tutto per il 2026? Ci daranno una mano i richiedenti asilo?

  5. Purtroppo un approccio nuovo alla gestione di grandi opere, come appunto quelle di Cortina 2026, non è ancora maturo soprattutto nelle menti di chi deve decidere cosa e come fare. Di conseguenza, per mancanza di tempo, è stato rispolverato il “vecchio” sistema.

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