Curiosità

Il Natale di montagna: caldo, accogliente e ricco di tradizione

Natale significa calore. È quel giorno in cui ci si ritrova insieme, credenti o meno, per godere di una giornata colorata, ricca e spensierata. I bambini non vedono l’ora di scartare il proprio regalo mentre luci, colori, suoni e sapori arricchiscono l’atmosfera. Se la meteo è “clemente” ci regala anche il bianco abbagliante della neve a rendere davvero unico quel giorno coì atteso. In ogni parte d’Italia, dalle Alpi all’Appennino, si respira un’aria diversa, fatta di tradizione. Il cibo è la chiave attorno a cui orbita il Natale, la tradizione culinaria cambia da Regione a Regione offrendo al palato un ricordo che riporta nell’immediato all’infanzia, all’innocenza dei primi anni. Ma non solo. Sulle nostre montagne, tra valli principali e valloncelli laterali sopravvivono usanze e tradizioni che caratterizzano il dì di festa riportando a quell’antico senso di comunità che oggi appare sempre più effimero.

Tra le valli cuneesi era usanza che l’uomo più vecchio della casa accendesse una candela nel giorno di Natale. Se la fiamma si spegneva era di buon auspicio per l’anno venturo, il raccolto sarebbe stato abbondante; se invece continuava a bruciare, consumando la candela, sarebbe stato un anno di magra. E poi la figura del “buon Gelindo”, il pastore con sulle spalle l’agnellino tipico delle rappresentazioni presepiali piemontesi. Secondo la tradizione sarebbe stato lui ad aiutare Maria e Giuseppe nella ricerca della grotta dove poi sarebbe nato il bambino. Ma non solo. In Piemonte il “buon Gelindo” era il simbolo stesso del Natale, per quello quando si pensava all’avvicinarsi della sacra festa si diceva dialettalmente “A ven Gilind!” – sta arrivando Gelindo –.

Spostandoci a est incontriamo il Trentino Alto-Adige, forse la Regione dove il clima natalizio è più forte. Vero e proprio simbolo della festa è l’adventskranz, la corona dell’avvento realizzata con rami di abete intrecciato e 4 candele rosse, una per ogni domenica precedente il 25 dicembre. Ogni domenica d’avvento la famiglia si riunisce e insieme viene accesa una candela, accompagnando il rito con una canzone della tradizione. Più antica, ma ancora radicata in Val Sarentino e in Val Venosta, è l’usanza del Klöckeln. Uomini con costumi e campanacci che nei tre giovedì d’avvento si muovono per le strade del paese seguendo lo sposo e la sposa e facendo un gran baccano. Bussano alle porte e raccolgono offerte. E ancora i Krampus, diavoli con corna e sembianze ci capra, e San Nicolò, che porta i suoi doni tra il 5 e il 6 di dicembre. In Veneto nei giorni dell’epifania si accendono grandi fuochi nei centri dei paesi, il “pan e vin”, andando a formare una grande scacchiera magica.

Tra le montagne del Molise, ad Agnone, va in scena la “Ndocciata” dove figuranti in costume sfilano portando enormi fiaccole realizzate con tronchi d’abete. Il centro storico si trasforma e coinvolge l’intera popolazione in questo rito che riporta agli antichi tempi del popolo sannita.

Le tradizioni sono tante, alcune locali, altre più famose e conosciute. Siamo un Paese eterogeneo culturalmente e questo ci permette oggi di vivere il Natale con sfumature diverse, ma accomunati dallo stesso spirito che lega ognuno di noi al proprio territorio e alla propria cultura. Quest’anno molti degli eventi che di solito caratterizzano i giorni di festa non si sono potuti svolgere. Sono riti che alla loro base hanno grande importanza, molti sono un augurio per l’anno venturo: un buon raccolto, una stagione mite. Servono a donare speranza nelle più corte giornate dell’anno, portano via con se le negatività del tempo andato e lasciano un sentimento di fiducia verso l’ignoto che ci attende. Mai come quest’anno ne abbiamo bisogno. Buon Natale a tutti.

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2 Commenti

  1. .” Il cibo è la chiave attorno a cui orbita il Natale, ”
    Personalmente, da vecchio alpinista ma sopra tutto da uomo anziano, pensavo che i valori chiave del Natale fossero altri ma ormai il detto è ” sei vecchio e fuori moda “.
    ” Amicizia ? Solidarietà ? per chi crede, la CHIAVE principale dovrebbe essere, perchè questo vuol dire NATALE, nascità del Redentore.
    Se per voi la chiave del Natale è il cibo penso che salterò a piè pari tali vostri articoli senza rinunciare ad altri che trovo sempre molto interessanti.
    BUON NATALE e BUONA MONTAGNA.

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