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Kilimanjaro in fiamme. Un fuoco acceso dai portatori la causa più probabile

Il Kilimanjaro (5895 m), la vetta più elevata d’Africa, brucia da giorni. Nel tentativo di spegnere l’incendio, scoppiato nella giornata di domenica 11 ottobre nella zona di Whona, in Tanzania, sono impegnati oltre 600 vigili del fuoco e 400 soldati. Senza contare le centinaia di volontari tra residenti e studenti del College of African Wildlife Management, intenti a rifornire le squadre di cibo e acqua.

Whona rappresenta un punto di sosta per i climbers impegnati nel trek di ascesa alla montagna. Si trova infatti tra Mandara Hut (2700 m) e Horombo Hut (3720 m) lungo la Marangu route, la via di salita più turistica.

La causa attualmente più probabile del dilagare delle fiamme sembrerebbe essere un fuoco acceso da alcuni portatori per allestire la cena di un gruppo di alpinisti. Le fiamme avrebbero raggiunto accidentalmente erbe e siepi nelle vicinanze  e sarebbero state trasportate per ettari a causa del forte vento. Non si registrano fortunatamente vittime. Come dichiarato da Alex Kisingo, responsabile del College of African Wildlife Management, “il tempo è buono e non c’è vento forte che possa diffondere l’incendio in altre zone

Attraverso un comunicato, le autorità del Parco della Tanzania hanno tenuto a sottolineare di aver preso “tutte le misure per garantire che l’incendio non influisca sulla vita dei turisti, né sulle loro attrezzature e guide turistiche”.

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