Pareti

I Cervini del mondo

Dalla forma piramidale, maestosa e imponente, la Gran Becca è diventata un punto di riferimento per l’alpinismo nazionale e internazionale. L’eleganza con cui si innalza a toccare i 4478 metri è fonte di ispirazione, ha un valore estetico che erige il Cervino a obelisco delle montagne, a mezzo di paragone. Nascono così i “Cervini del mondo”. Montagne alte, aguzze, dai profili affilati e taglienti, con pareti ripide e conformazioni nobili. Sono 5 e ve li presentiamo di seguito.

Ama Dablam (6812 metri, Himalaya)

L’Ama Dablam, anche detta “Cervino dell’Himalaya” si trova nella valle del Khumbu, lungo la via per l’Everest. La sua forma slanciata e caratteristica la rende inconfondibile. Per alcuni è addirittura la montagna più bella al mondo. Il suo nome, tradotto letteralmente, significa “decolté della madre”. È una montagna sacra per le popolazione Sherpa che ne abitano le pendici e la sua imponenza si fa sentire sui piccoli villaggi che sovrasta dominante.

L’Ama Dablam è stata salita per la prima volta il 13 marzo 1961 dai neozelandesi Mike Gill e Wally Romanes, insieme all’americano Barry Bishop e all’inglese Mike Ward.

Cerro Torre (3128 m, Patagonia)

Una tra le più spettacolari e inaccessibili montagne al mondo, grazie a quelle sue pareti granitiche alte fino a 900 metri. Perfetto nelle forme, come il Cervino, presenta difficoltà tecniche elevate oltre a condizioni climatiche spesso improbe spesso a causa di condizioni climatiche spesso improbe. Quella del Cerro Torre è una delle cime più note al mondo, sulle sue pareti si sono misurati alcuni dei più forti climber di sempre disegnando linee e scrivendo pagine che oggi appartengono alla storia dell’alpinismo. Particolarità di questa montagna è il fungo di ghiaccio sommitale.

Shivling (6543 m, Garhwal indiano)

Vetta poco nota fuori dall’ambiente, ma dalla grande suggestione. La sua forma piramide riporta subito alla mente il Cervino, le sue pareti verticali e difficili stimolano la fantasia e l’appetito dei migliori scalatori al mondo. Dopo la prima salita, il 3 giugno 1974, a opera di una massiccia spedizione dell’ITBP (Polizia di frontiera indiana). Negli anni sui versanti di questa montagna si sono mossi personaggi del calibro di Doug Scott, Chris Bonington, Hans Kammerlander e i fratelli Thomas e Alexander Huber.

Monte Assiniboine (3618 m, Canada)

A dargli il soprannome di “Cervino del Nord America” è la sua forma piramidale oltre alla prominenza che la innalzano al di sopra dei boschi delle Rocky Mountains donandole un fascino particolare. Particolare non scontato è la somiglianza di una sua cresta con quella dell’Hörnli.

Stetind (1392 m, Norvegia)

Montagna bassa, ma dalla forma veramente particolare. Probabilmente è quella che maggiormente si avvicina alla forma del Cervino originale. Si trova in Norvegia e le sue pareti, lisce e difficili, raggiungono l’acqua del fiordo immergendovisi. Come la Gran Becca anche la Stetind ha una storia molto lunga e difficile legata alla sua conquista. Prima che la montagna venisse violata sono stati necessari numerosi tentativi, a un certo punto è sembrata quasi impossibile, poi il successo.

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3 Commenti

  1. 5+1 nostrano…il Cimon de la Pala visto dal passo Rolle..gruppo dolomitico Pale di San Martino.
    Detto anche il Cervino delel Dolomiti…dipende dal punto di ammirazione.

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