AlpinismoAlta quota

Sung Taek Hong e il video della salita impossibile sulla Sud del Lhotse

Nella primavera del 2019 l’alpinista coreano Sung Taek Hong si è lanciato nel suo sesto tentativo di salita dei 3300 metri della parete Sud del Lhotse (8516 m), lungo una variante della via che Jerzy Kukuczka era intento a salire il 24 ottobre 1989, giorno della sua morte causata dalla rottura di una corda a 8200 metri. Ma anche questa volta la quarta montagna della Terra non si è voluta concedere. Con un video pubblicato negli scorsi giorni su Youtube, Hong dimostra che non solo i successi siano degni di essere raccontati.

Poco più di due minuti che sintetizzano gli elementi fondamentali di un’ardua scalata. La pazienza, la resistenza, il coraggio, la voglia di superare se stessi, sfidando i propri limiti. Una lotta contro la natura, soprattutto il meteo avverso, in cui la competizione umana all’improvviso cessa per lasciare il posto alla collaborazione, all’unione delle forze dei singoli. “Per rendere possibile l’impossibile”, come si legge negli ultimi frame del filmato.

“Perchè arrampicare? – si domanda Sung Taek Hong durante la fatica della salita – perchè è una attività solitaria e affrontandola mettiamo tutto in gioco”.

In realtà sul gioco di squadra è doveroso ricordare che l’esploratore coreano, di fronte al maltempo che ha reso fin dall’inizio complicato l’avanzamento in parete, in condizioni già di per sé non ottimali a causa della tanta neve caduta e dell’alto rischio valanghe, sia stato abbandonato da gran parte dei membri del team una volta giunti a quota 7700 metri. Sung Taek Hong, rimasto solo con gli sherpa, ha tentato di proseguire verso la vetta, fermandosi per il maltempo a quota 8250 metri.

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