AlpinismoAlta quota

Invernali sugli 8000: tutti i protagonisti

Per Denis Urubko e il calendario metereologico l’inverno inizierà tra due giorni, il 1° dicembre; per altri alpinisti e il calendario astronomico bisognerà attendere fino al 21 dicembre.

Tutti però si stanno già allenando per la stagione alpinistica invernale, che quest’anno avrà come protagonisti volti noti, ma anche diversi outsider, decisamente ambiziosi, a scompigliare le carte.

Vediamo insieme chi seguire.

K2

Iniziamo dalla sfida per eccellenza: il K2. A sorpresa, a provare a salire l’ultimo 8000 rimasto inviolato nella stagione fredda saranno due squadre senza alcuna esperienza invernale nell’aria sottile.

Il primo team è francese ed è composto da Vincent Saura Tolosa e Jonathan Bordes Mazamet. Entrambi senza esperienze himalayane, ventano salite sulle Alpi, Pirenei e nelle Ande. Il loro obiettivo è di arrivare in vetta in stile alpino, in autonomia, senza ossigeno supplementare e seguendo la via dello Sperone degli Abruzzi. Decisamente ambizioso come esordio.

Chi ha invece esperienza sugli 8000 da vendere è Mingma G. Sherpa, che da anni porta i propri clienti sulle cime più alte della Terra, e che questo inverno ha deciso di guidare un team composto dall’islandese John Snorri e dal cinese Gao Li. Anche loro saranno sullo Sperone degli Abruzzi. Nessuna informazione circa l’uso dell’ossigeno supplementare. La partenza della spedizione sarà ad inizio 2020.

Broad Peak

Ai piedi del Broad Peak ci sarà Denis Urubko e Don Bowie. I due alpinisti hanno come obiettivo quello di salire la dodicesima montagna della Terra entro il 28 febbraio, termine ultimo dell’inverno secondo il russo, come ci ha ben spiegato. Saliranno in autonomia, con uno stile classico fissando campo e corde e senza ossigeno supplementare.

In caso di successo sul Broad Peak, i due potrebbero tentare il K2, ma solo se ci saranno le condizioni e la via attrezzata fino al secondo campo.

Gasherbrum

Dall’altra parte del ghiacciaio ci saranno Simone Moro e Tamara Lunger, che tenteranno il concatenamento dei GI e del GII. Un progetto decisamente ambizioso anche per un alpinista con l’esperienza invernale di Simone. Infatti, sarebbe il primo concatenamento invernale (l’unico fino ad ora ad aver salito due 8000 nel medesimo inverno fu Jerzy Kukuczka) su due montagne che sono state concatenate ad oggi sono una volta nella loro storia da Reinhold Messner e Hans Kammerlander.

Simone e Tamara partiranno il 18 dicembre dall’Italia già però pre-acclimatati nella camera ipobarica dell’Eurac di Bolzano. Nonostante l’inverno per Moro termina il 21 marzo, ci aspettiamo un tentativo di vetta già a gennaio, meteo permettendo.

Everest

Altro outsider ambizioso è il giovane austriaco Jost Kobusch, che nel lanciare la sua sfida ha decisamente puntato in alto: l’invernale dell’Everest in solitaria senza ossigeno supplementare. Ad accrescere la difficoltà la via scelta: l’Hornbein couloir.

Il 26enne in questi mesi si sta allenando senza sosta in Nepal al motto le cose semplici sono noiose. Di certo noi non ci stancheremo a seguirlo nella sua pazza idea.

Ama Dablam

Non è un 8000, lo sappiamo, ma vogliamo citare anche il progetto invernale di Alex Txikon, che quest’anno ha detto addio al K2 e all’Everest per dedicarsi all’Ama Dablam, 6812m (dopo un Natale nei ghiacci dell’Antartide).

L’alpinista basco partirà il prossimo 10 gennaio, con lui in spedizione Félix Criado e Íñigo Gutiérrez Arce. Dovrebbe essere una spedizione veloce, l’intenzione è di chiudere la partita in 25 giorni.

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3 Commenti

  1. Mi piace ricordare che l’Ama Dablam è stata salita in prima invernale , da un gruppo di alpinisti bergamaschi nel 1991.
    Marco Dalla Longa, Fabrizio Rodolfi, Battista Galbiati, Livio Ferraris e Giampietro Ghisleni.
    Davvero grandi.

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