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Alpinismo

Alex Txikon: al K2 troppa competizione, meglio l’Antartide

È stato Alex Txikon ad aprire la 24esima edizione del Ladek Mountain Festival, rassegna cinematografica di montagna più importante di Polonia al cui interno vengono assegnati i Piolets d’Or. Lo scalatore basco è salito sul palco iniziando a raccontare di come sono andate le cose quest’inverno, del suo tentativo al K2, degli igloo e della stazione meteo montata al campo base, ma non solo. Spazio è stato anche dedicato ai momenti tragici che si sono vissuti sulle fredde montagne pakistane. Gli elicotteri, la corsa verso il Nanga Parbat, la speranza e infine la conferma, il ricordo. Il rientro al K2 per concludere poi, qualche giorno dopo, anche la sua spedizione invernale e rientrare verso casa.

Abbiamo incontrato Alex poco dopo la sua serata approfittandone per fargli qualche domanda per capire come mai quest’inverno non sarà nuovamente alle pendici della seconda montagna della terra.

 

In un post Facebook di qualche settimana fa spiegavi che quest’anno non saresti andato al K2. Cosa c’è dietro questa scelta?

“La scorsa spedizione invernale è stata molto intensa. A influenzare questa scelta è stato in parte tutto quello che è successo con i russi, ma non solo. In generale si è creata un’atmosfera che non ispira: si parla di K2 invernale come se fosse una competizione. Sulle riviste di settore si fanno supposizioni, si creano voci, su chi andrà e sulle possibilità di successo. Io sono per un’altra filosofia, quella della condivisione e della squadra.”

Cosa fare allora in Himalaya se non dedicarsi a quella che molti han definito l’ultima sfida dell’inverno?

“Ci sono tante altre possibilità. L’altopiano del Tibet, l’Hindu Kush, il Tien Shan e il Pamir sono tutte aree ricche di montagne su cui fare alpinismo. Ci sono tantissimi 7mila da scalare e su cui mettersi alla prova, perché andare tutti sul K2? Io non voglio scalare per la competizione, mi piace fare squadra e condividere. Ho parlato più volte della mia idea e ho anche offerto a Wielicki i dati della mia stazione meteo, se dovesse ritenerli utili per organizzare la prossima spedizione invernale. Non l’ho fatto per soldi, ma per condividere, per fare gruppo.”

A proposito di polacchi e di K2: tempo fa ci avevi raccontato di un invito da parte di Krzysztof Wielicki a unirti alla loro spedizione. Come mai non l’hai fatto?

“Perché è una spedizione nazionale. C’era la possibilità di andare con loro, ma non in modo ufficiale. Così ho preferito lavorare con la mia squadra anziché unirmi a un’altra di nascosto.” 

Se non andrai al K2 cosa farai quest’inverno?

“Andrò in Antartide, con partenza il 4 dicembre e ritorno ai primi di gennaio.”

Monte Vinson?

“No, torno nella Penisola Antartica. Ci ero già stato nel 2006 per una spedizione in occasione della quale ho aperto alcune nuove vie molto tecniche e scalato montagne inviolate. Quest’anno, durante l’estate australe, vorrei proseguire il lavoro di esplorazione iniziato tredici anni fa.”

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