AlpinismoAlta quota

Annunciata la nuova invernale di Simone Moro e Tamara Lunger

Durante la presentazione a Milano del nuovo libro “I sogni non sono in discesa”, Simone Moro e Tamara Lunger hanno annunciato la prossima invernale: la salita del Gasherbrum I, che proveranno a concatenare con il Gasherbrum II.

L’obiettivo sarà quindi quello di arrivare in vetta al GI (8.080m) per poi scendere fino al Gasherbrum La, il colle che unisce a 6500 metri le due vette, per poi continuare la salita fino alla cima del Gasherbrum II (8.035m).

La partenza avverrà verso la metà di dicembre e i due saranno già pre-acclimatati grazie alla camera ipobarica terraXcube dell’Eurac di Bolzano.

Obiettivo scientifico

Simone Moro e Tamara Lunger si pre-acclimateranno, come scritto, all’interno di terraXcube, una camera ipobarica dove vengono simulati di climi estremi e dove vi trascorreranno quattro settimane.

I ricercatori di Eurac monitoreranno i parametri fisiologici per studiare gli impatti dell’alta quota sul cuore, sulle funzioni respiratorie, cognitive e metaboliche e monitoreranno come e quanto a lungo permangano gli effetti dell’acclimatamento una volta scesi di quota.

I due alpinisti saranno sottoposti a test anche nella fase di de-acclimatamento.

L’acclimatamento nella camera ipobarica

Nelle prime due settimane, dal 16 novembre, Tamara Lunger e Simone Moro stanno dormendo all’interno della camera ipobarica di terraXcube e durante il giorno si alleneranno all’esterno.

Dal 29 novembre rimarranno in modo più o meno continuativo all’interno della camera ipobarica, dove potranno allenarsi su un tapis roulant. L’obiettivo è raggiungere un buon acclimatamento fino a 6400 m. In questa fase i ricercatori potranno portare la camera anche fino a 8000 m e oltre. La possibilità di modificare la temperatura consentire di osservare l’adattamento del corpo al freddo.

Invernali sui Gasherbrum

Entrambi i Gasherbrum sono già stati saliti nella stagione fredda. Il Gasherbrum II dallo stesso Simone Moro insieme a Denis Urubko, che partirà a breve per il Broad Peak, e Cory Richards il 2 febbraio 2011. Il Gasherbrum I è stato invece conquistato il 9 marzo 2012 dai polacchi Adam Bielecki e Janusz Gołąb.

Gi e GII, il primo concatenamento della storia

Il primo concatenamento tra le due montagne avvenne nel giugno del 1984 ad opera di Reinhold Messner e Hans Kammerlander, i quali salirono le due cime senza passare dal campo base. Fu il primo concatenamento in assoluto di due Ottomila. Un’impresa eccezionale.

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62 Commenti

  1. Con la scusa dell’obbiettivo scentifico e timorosi del fallimento cercano il successo prendendo la scorciatoia. Che alpinismo triste e povero

  2. Chissà perché Urubko o Bielecki non partecipano mai a queste fantastiche missioni scientifiche e buttano anche il cellulare al campo base…..

  3. Bolliti. La camera iperbarica è la ciliegina, spiace che un alpinista di livello come Moro, seppur spesso in discussione, si sia ridotto così.

    1. Ragazzi fermi tutti, ma useranno I Ramponi?

      Salita non valida

      Ma vi arriva un sms sul cellulare quando c’è un posto su Moro?

      Fatevi una vita!

  4. Buongiorno,la camera iperbarica la utilizzano molti atleti nell’ambito alpinistico.
    L’anno scorso ho visto un video, dello stesso Bielecki (appena lo trovo allego il link), in cui illustrava come si preparava per il K2 anche utilizzando la camera iperbarica. Stessa cosa fece Killian per preparare le sue 2 salite sull’Everest.

    Il mondo degli 8000 non essendo regolamentato da federazioni, comitati, ecc questa pratica risulta assolutamente legale.

    Schwarzer fu accusato, oltre all’ uso di Epo, anche di aver utilizzato la camera iperbarica per dormire la notte.
    Nel mondo dell’atletica vi è una regolamentazione su ciò che è legale e illegale.

    1. Ipo e iper, occhio alla differenza. Alpinisti contro sub…

      Riguardo Moro, almeno ne dichiara l’uso. Come detto da altri, non viola alcun regolamento. L’etica personale è soggettiva, per cui possiamo discuterne fin che non si consuma la tastiera, ma non credo che possiamo dire che l’eventuale raggiungimento della cima sia da invalidare seguendo le leggi del ‘vero alpinismo’.

      1. Dai commenti che vedo, da quanto facile è ci andate tutti in mutande e infradito due volte la settimana di ritorno dal giornalaio, vero?

  5. massì, arrivo e partenza in elicottero, camera ipobarica, sicuramente tutto live-monitorato-gps ogni secondo…
    proprio un’idea originale, un grande esempio di alpinismo visionario…

  6. Impresa molto più interessante di quella di Urubko.
    Leggo di scorciatoie…timore del fallimento…di dispiacere per Moro…e di torte…
    ma lo conoscete Moro? Avete letto delle sue imprese? chiamato Maestro dai locali. giusto per…
    Riconosciuto come forse il secondo miglior alpinista di sempre dopo la swiss machine…record di 8000 scalati in prima di inverno. ha fatto numerosi salvataggi quasi miracolosi, elicotterista di alta quota…ma sapete di chi state parlando?
    il problema? la camera iperbarica? mah…perché?? Trovereste da criticare anche in paradiso Voi saggi onniscienti.
    Ecco ancora lo show dell’Homo Criticus dal divano. Venghino Siori.

    1. Di impresa si potrà parlare quando sarà stata fatta, non ora….

      Secondo alpinista di sempre dopo la swiss machine??? E i commentatori da divano sarebbero gli altri…

    1. Ai perfettamente ragione Bonatti rispetto a questi alpinisti di oggi è infinitamente Superiore in Tutto questi alpinisti non sono degni nemmeno di essere accostati a Bonatti

  7. E’ fantastico vedere tutti questi commenti di attacco a Moro e Lunger perché usano una nuova tecnologia per allenarsi, quasi come fosse una macchia sul curriculum. Loro si alleneranno anche in una camera Ipobarica, sulla montagna poi però bisogna andarci, ve lo siete scordato? O attaccate anche i calciatori perché si allenano con i gps? I piloti di F1 perché ora si usa l’elettronica? I runner che usano scarpe sempre più performanti? Ah un attimo, forse voi andate in giro ancora con i piumini che si usavano degli anni 50 giusto? non usate performantissimi softshell in materiale super tecnico giusto? Parliamo degli ultimi scarponi in super gore-tex quasi antiproiettile? E sicuramente non sfoderate tutto questo sarcasmo con il Suunto al polso che vi dice quanto avete dormito, quante calorie avete bruciato e quanti passi avete fatto, giusto? Eppure negli anni 50 gli 8000 li salivano ugualmente senza tutto questo esattamente come voi, che fate i leoni da tastiera, non potreste farlo perché sareste ancora li con penna d’oca e calamaio. Il fatto è che si chiama Simone Moro che vi da fastidio, perché il Bielecki che lascia il cellulare al campo base (come ha detto qualcuno), ne ha fatto uso prima di Moro, lo stesso hanno fatto Kilian Jornet e sua moglie per l’Everest. E’ un metodo sicuramente più rapido, ma non per questo sbagliato o non etico. Ma non avete niente da dire su Hermann Buhl che è arrivato in cima al Nanga per primo, senza ossigeno è vero, ma strafatto di anfetamine? Eppure erano gli anni 50′, secondo me lui un pensierino ce l’avrebbe fatto alla camera Ipobarica.

    1. utilizzare la camera iperbarica per aclimatarsi secono me è eticamente sbagliato l’impresa che si va a compiere perde ogni valore tecnico quasi come se si utilizzi le bombole del’ ossigeno

      1. Ti rendi conto che acclimatarsi piu in fretta VS usare l’ossigeno sulla montagna sono due cose completamente differenti?
        Stai paragonando l’allenarsi su di un tapis-roulant in palestra prima di fare una maratona e il fare la maratona con i pattini.

    2. Diciamo che la camera iperbarica facilita molto perchè non dovranno andare su e giù per la montagna per acclimatarsi…potrebbero anche, visto che ci sono, andare fino al base con l’elicottero così si risparmiano la scarpinata

  8. camera iperbarica?
    allora vai coi farmaci, con le bombette energetiche, con tutto quello che si può.
    con il rispetto che uno come me, alpinista meno che mediocre (ma non da bar), deve avere per i due, ma a confronto con quanto fanno altri, mi pare un po’ come siberia -73……..
    auguri comunque per la salita. e soprattutto per le polemiche del dopo.

  9. Uheee !!!!!!!! Alleluia !!!!!, È finita l’astinenza per i leoni da tastiera; manca poco e poi potrete sfogarvi con i vostri commenti da super alpinisti specialisti di 8000 e di spedizioni .
    Ce ne fosse uno di voi che oltre a scrivere ….te , allegasse una sua impresa così da poterne godere tutti quanti .
    Attendo con ansia

    1. Scusate ma per capire che utilizzare la camera iperbarica non sia eticamente corretto non ce’ bisogno di essere alpinisti che hanno scalato un 8000.

      1. Ciao Mario,
        rispondo a te perchè ti vedo come uno dei più accaniti detrattori di Moro.
        Mi sembra che tu non abbia ancora capito, magari non ne sei nemmeno venuto bene a conoscenza, di quanto fatto da Moro sugli 8.000 in tutte le stagioni, salvataggi compresi, così come forse non hai ancora capito che per allenarsi usa la camera ipobarica e non iperbarica.
        Moro, Maestri… perchè noi Italiani dobbiamo sempre essere così piccoli con noi stessi?
        Un saluto

        1. Ciao Marco ma io Moro lo considero un grande Alpinista e conosco tutto delle sue imprese Alpinistiche piu importanti e so anche che Moro è stato amico del Grande Walter Bonatti ed è proprio per questo che pensavo che per aclimatarsi non avrebbe mai e poi mai usato queste pratiche, ti ricordo per esempio che la camera ipobarica nel ciclismo è vietata alpinismo per avere piu credibilità dovrebbe avere delle regole

    1. E’ molto piu’ Tosto andare al parco con i guanti che far credere alla gente di Imprese dove in realtà di Impresa non ce’ proprio niente!

  10. Non so voi ma io non sono affatto un fan di queste vie traverse, che personalmente non considero doping ma nemmeno parte integrante della scalata perfetta, che a mio avviso dovrebbe sempre vedere l’acclimatamento come primo e fondamentale approccio alla sfida alla montagna. Io vedo l’acclimatamento un po’ come quella situazione in natura in cui il lupo comincia a subodorare l’odore della preda, in cui parte alla ricerca di quello che dovrà essere il pasto che sazi il suo appetito. Allo stesso modo acclimatarsi in loco significa cominciare a prendere le misure, a prendere contatto fisico con la montagna, cioè la preda, con la scalata che rappresenta poi nient’altro che il naturale step evolutivo, cioè quello dell’attacco letale. Apprezzo moltissimo il contributo tecnologico che Moro ha dato all’alpinismo, sviluppando e testando sul campo spesso e volentieri prodotti all’avanguardia che aiuteranno anche “l’alpinista della domenica”, ma credo che stavolta sia andato un po’ oltre. Ciò detto, come per l’impresa di Nirmal Purja, non ritengo siano giuste certe critiche che sembrano quasi contorno ad un attacco di petto mosso soprattutto da antipatie e risentimenti personali, non fosse altro perché a Moro e Lunger va necessariamente comunque riconosciuto il coraggio di tentare un’impresa assolutamente proibitiva ma al contempo anche eccezionale. Sicuramente seguirò ove possibile questa loro nuova avventura. Un grandissimo in bocca al lupo Simone e Tamara, tornate sani prima di tutto, e vittoriosi se possibile!

  11. Sto con chi cita Bonatti o Messner.
    Quello era alpinismo eroico.
    Queste “imprese” di oggi sono minestra riscaldata…roba fatta e rifatta…
    Meglio chi apre una via nuova in parete. Qualsiasi parete.
    Anche una sul Moregallo… Con tutto il rispetto per Gasbr-sticazzi…

    1. Con tutto rispetto della tua personale e legittima ambizione, ma se nessuno è riuscito a completare un concatenamento di 8000 in inverno, e solo Messner e Kammerlander sono riusciti a farlo del GI e GII (ma in estate), io non definirei minestra riscaldata l’ambizioso progetto di Moro e Lunger. Si può senz’altro essere d’accordo o meno sulle modalità di preparazione alla spedizione (io stesso qualche rigo più su ho espresso il mio disappunto per la loro scelta) ma non si può non riconoscere loro l’eccezionalità del loro obiettivo. Poi chiaro che ci sono ancora tante e belle montagne ancora da scalare che hanno il solo peccato originale di non arrivare almeno a 8000 m di altezza, ma Simone Moro ha costruito fama e carriera sugli 8000, trovo sia giusto che continui a rinnovare la sfida nell’ambito di scalate dove ha scritto numerose pagine di storia dell’alpinismo. Il massimo sarebbe vederlo lanciare la sfida al K2, ma bisogna anche capire e rispettare le motivazioni personali e familiari che lo spingono a non cercare di inseguire il pokerissimo.

  12. Anche durante la missione italiana verso il k2 con Bonatti si fece uso di aria rarefatta durante gli allenamenti che veniva inspirata tramite maschera. Sono pratiche legali che riguardano la preparazione fisica. Ognuno la fa come crede. Anche un normale tapis roulant è un ausilio tecnologico che un tempo non esisteva.
    Ma non sono ausili che rendono l’impresa scorretta o non sportiva, perché le difficoltà rimangono. Considerate che nessuno gli impediva di partire due mesi prima e stare due mesi al campo base senza fare nulla solo per acclimatarsi. Cioè o ti acclimati fermo in tenda al campo base o ti acclimati in camera ipobarica non cambia molto. Anzi forse in camera ipobarica esci di testa prima.

    1. ma non è questione di Legale / non Legale… o Corretta / non Scorretta…
      mica ci sono regole o divieti in montagna.

      E’ solo questione di “bello / brutto”, “interessante / non interssante”… se vuoi.
      Per me è la seconda; poi ognuno fa quel che vuole.

      (poi magari avrei da ridire sulla correttezza di questo abuso di elicotteri nei luoghi più remoti e incontaminati della terra, però amen.. ormai il trend lanciato da questi ‘grandi’ alpinisti è partito.. peccato..)
      Inutile citare imprese di settant’anni fa, in cui le spedizioni duravano mesi e mesi (di cui uno solo per l’avvicinamento!!) ed era già un successo raggiungere il campo base.. figuriamoci salire una montagna come il K2 (con o senza ossigeno).

      1. Matteo ai perfettamente ragione nel 54 tutta l’attrezzatura usata era rudimentale e primitiva paragonata a quella che usano oggi quelle si che erano vere Imprese ricordo a Tutti che Bonatti ha dovutto soportare una notte terribile a 8100 m.senza riparo ed è sopravvissuto solo perché Bonatti aveva una forza eccezionale, oggi qualsiasi Alpinisa in quelle condizioni morirebbe assiderato quella fu un impresa eccezionale, come Bonatti nessuno mai!

  13. Dovete anche capire che loro, soprattutto Simone, sono già saliti senza ossigeno su diversi 8000, ricordiamo il Nanga Parbat salito in prima assoluta invernale nel 2016, con un normale acclimatamento senza camera ipobarica. Simone Moro non ha più bisogno di dimostrare nulla. Semplicemente ora vuole sperimentare questa nuova modalità. Penso che dopo tutte le sue conquiste possa farlo serenamente anche se qualcuno che scrive su montagna.tv non è d’accordo.

    1. «Le pratiche ipobariche/ipossiche in Italia sono doping — spiega Giuseppe Capua, presidente della Sezione per la Vigilanza e il Controllo sul doping del ministero della Salute — perché, 18 anni fa, un’autorevole commissione medica scientifica ha valutato che migliorassero artificialmente la prestazione mettendo anche a rischio la salute dell’atleta. Alla luce delle ricerche scientifiche recenti si potrebbe ridiscutere la norma ma, fosse dimostrato anche solo un rischio minimo, come medico sarei orgoglioso di vivere nell’unico Paese al mondo che le vieta».

  14. Non voglio entrare in polemica con nessuno. Tuttavia mi permetto di far notare come una cosa sia utilizzare la suddetta camera in allenamento (mi risulta peraltro che Bielecki l’abbia utilizzata questa sola volta, ben prima della missione al K2, e poi sappiamo quanto tempo è rimasto in Pakistan e cosa ha fatto), altra cosa lavorarci per in mese, finance dormirci dentro , e trasferirsi sulla montagna. Salvo tornare indietro alla prima avvisaglia di difficoltà, cosa che invece mi risulta essere accaduta nelle ultime spedizioni di Moro, senza neanche fare capolino fuori dalla tenda. Il fatto poi che non ci siano regole, non vuol dire che tutto è lecito, o eticamente e tecnicamente auspicabile. Il vantaggio dell’uso di questo strumento è evidente e rende la prestazione assolutamente diversa (eticamente e tecnicamente inferiore) da ciò che faceva Bonatti o Messner, o lo stesso Urubko o Bielecki neanche tanto tempo fa. Giusto per aggiornare la classifica proposta da qualcuno in uno dei commenti. Dissertare poi sul fatto che nessuno oggi scala con le attrezzature utilizzate da Mallory è tanto inutile

    1. ehhh certo, allora anche l’epo va bene se utilizzata in allenamento e non in gara, e l’eventuale vittoria o record si possono considerare validi

  15. Andare in montagna:
    Prepararsi tecnicamente
    Faticare per allenarsi
    Migliorare le proprie carenze
    Partire provare riuscire tornare

    Tutto il resto è accademia

  16. Semplicemente, l’utilizzo della camera iperbarica e degli elicotteri equivale all’utilizzo dell’ossigeno. Tutto qui. Noiente di scandaloso, pero’ e’ la stessa cosa.

  17. Mi fa ridere il commento: “Avete letto delle sue imprese? chiamato Maestro dai locali. giusto per…” Provate a chiedere agli Sherpa locali che volevano fargli la pelle, oppure a chi gli ha negato il permesso per portare il GabibboBrumotti sull’Everest con la sua bicicletta, perché l’hanno considerata una buffonata…. giusto per……

  18. Ogni volta che c’è un articolo riguardante Moro si scatena l’inferno,ah ah . …

    Ps, nn condivido il paragone con Ueli , dai siate seri.

  19. Io non so se è scorretto da un punto di vista etico l’uso della camera ipobarica. L’uso della stessa, anche in periodi lontani dalle gare, è considerato pari al doping nel ciclismo. Infatti i ciclisti prima delle grandi corse fanno periodi più o meno lunghi in altura (Alcuni dormono allo Stelvio o a Livigno e scendono ad allenarsi a quota più bassa).
    Quanto all’obiettivo della traversata mi pare ovvio che sia un obiettivo per apparire sui giornali e non sia alla portata della coppia in questione. Invito a riguardare il video di Herzog girato durante la salita di Messner e kammerlander, con i commenti a caldo dei due che tornano al campo base. Lo trovate su You Tube.
    Se portano a casa la salita del GI sarà un successone.

  20. Ciascuno può fare ciò che vuole, forse, ma non è questo il problema. Piuttosto, cercare di far passare l’utilizzo intensivo e finalizzato della camera iperbarica come ‘importante esperienza scientifica’ è come far passare per ‘straordinaria impresa alpinistica invernale’ l’ascesa al Pik Pobeda (quello di Moro) o come ‘fantastica sfida’ accompagnare un saltimbanco a ballonzolare con la bici sul tetto del mondo. Credo che sia tecnicamente più corretto ed eticamente più onesto chiamare le cose col proprio nome e non vendere fumo insieme ai libri (peraltro assai ben scritti, bisogna riconoscerlo).

  21. Moro è un grande. Uno che sa soffrire, studiare la montagna da salire. Le corde fisse degli altri le usano in tanti, non solo lui. Ma ” Riconosciuto come forse il secondo miglior alpinista di sempre dopo la swiss machine” fa proprio ridere.

    1. Si!soffrire!andata e ritorno in elicottero..da sempre.ha fatto alzare un elicottero solo per farsi recapitare un modem!..e poi criticava Nardi perché passava troppo tempo al pc invece di scalare!dotato della miglior attrezzatura da sempre.al cb cuoco e aiuto cuoco…da sempre!ma lui…sa soffrire!!

      1. Quindi secondo te è fare il trekking la sofferenza (anche se a me certe scorciatoie non piacciono) nell’affrontare un 8000 in inverno? Non avere l’aiuto cuoco è la sofferenza? Ecco un altro “tifoso” di Nardi che non sa di cosa parla.

  22. ma che valenza anche solo scientifica può’ avere questa buffonata? E’ ormai appurato da tantissimi anni che effetti e che benefici può’ dare la camera ipobarica. Allora si può’ dire che l’utilizzo dell’ossigeno sugli ottomila può’ avere una valenza scientifica? I benefici ecc ormai sono ampiamente conosciuti e dimostrati, quindi e’ un discorso senza senso. A meno che si voglia spacciare per ricerca scientifica l’utilizzo della camera ipobarica per poi spacciare per impresa alpinisti quello che si raggiunge tramite il suo utilizzo. E allora cosi’ non va bene, caro il mio Moro….perche’ altrimenti si scadrebbe nel patetico. Come spacciare per impresa ed esplorazione a meno mille gradi un escursione a temperature invernali e oltretutto senza neanche specificare i gradi di difficolta’ riscontrati. tutto qui

  23. Ancora nessun commento sulla camera ipobarica matrimoniale con tanto di previaggio nuziale, oh, ritornano corde fisse e gabibbo ma manca anche la campanellina; be’ i detrattori stavolta vanno sul morbido. Tantissimi in bocca al lupo grandissimi Tamara e Simone per il Vs. tentativo, primo assoluto in invernale. Vi seguirò con tanta ammirazione così come per tutte le altre imprese, sia di scalatori noti e non.

  24. non leggo neanche più i commenti, ma devo dire che trovo infinito divertimento a leggere i vari esperti che continuano nella polemica senza conoscere differenza tra le definizioni IPERbarico ed IPObarico.

  25. L impresa più meritevole di Moro e che lo rende migliore di tanti altri stimatissimi colleghi è che ha salvato una vita umana da morte certa rinunciando alla vetta..non so quanti eroi d alta montagna tanto venerati possano vantare una Medaglia al Valor Civile come il nostro bistrattatissimo Simone..I leoni da tastiera che lo irridono e lo denigrano ad ogni occasione se ne facciano una ragione…solo che per questa impresa merita stima e rispetto..il resto sono belinate!!!

  26. «Le pratiche ipobariche/ipossiche in Italia sono doping — spiega Giuseppe Capua, presidente della Sezione per la Vigilanza e il Controllo sul doping del ministero della Salute — perché, 18 anni fa, un’autorevole commissione medica scientifica ha valutato che migliorassero artificialmente la prestazione mettendo anche a rischio la salute dell’atleta. Alla luce delle ricerche scientifiche recenti si potrebbe ridiscutere la norma ma, fosse dimostrato anche solo un rischio minimo, come medico sarei orgoglioso di vivere nell’unico Paese al mondo che le vieta».

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