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Le compagnie assicurative lanciano l’ultimatum al Nepal per le truffe sugli elisoccorsi

elicotteri, Nepal, soccorsi, truffe© Alpenglow Expeditions / Maurizio Folini

La questione truffe sugli elisoccorsi in Nepal va avanti ormai da mesi. Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace: guide e portatori di agenzie disoneste convincono più turisti possibile a farsi trasportare a valle in elicottero, anche per problemi minori o inesistenti, in modo da intascare illecitamente rimborsi per presunti salvataggi da parte delle agenzie assicurative.

Nelle ultime settimane l’indagine da parte di una taskforce ha portato alla luce gli illeciti di diversi operatori turistici, ospedali e compagnie di elicotteri. Ora, numerose compagnie assicurative internazionali, principalmente inglesi, australiane e neozelandesi, hanno imposto un ultimatum al governo nepalese: se entro l’1 settembre non verranno presi provvedimenti contro gli elementi disonesti, queste smetteranno di fornire copertura agli operatori locali. Un simile scenario comporterebbe gravi perdite per il settore turistico, in cui l’attività alpinistica gioca un ruolo fondamentale.

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© Maurizio Folini

Una delle richieste delle agenzie è quella di istituire un metodo di controllo affidabile per stabilire la necessità o meno dei recuperi. Si parla dell’approvazione da parte di un organo apposito e di un tetto massimo per i possibili rimborsi a 4.000 $. In risposta a queste richieste, sarebbe al vaglio da parte del governo l’istituzione di un’unità speciale di polizia, che avrebbe lo scopo di gestire e approvare gli interventi. “La soluzione non è praticabile – ha commentato però il pilota italiano in Nepal Maurizio Folini, intervistato da Stefan Nestler sull’argomento – La polizia non ha idea di come salvare le persone in montagna“. 

A seguito dell’emersione del problema truffe sugli elisoccorsi, anche noi di Montagna.tv avevamo sentito il parere di Folini. Il pilota ci aveva spiegato la complessa situazione nepalese, in cui la pratica risulta tanto diffusa da rendere difficile ogni tipo di intervento radicale.

Questi problemi costituiscono un ostacolo alla politica promossa in Nepal negli ultimi anni. A seguito del terremoto del 2015, lo stato ha puntato molto sul turismo per portare nel paese nuovi capitali. Intaccare il settore turistico significherebbe limitare una delle maggiori fonti di sostentamento dell’intera nazione. Gli interessi in gioco quindi sono consistenti, tanto da far nascere la voce che il governo nepalese stia subendo forti pressioni per chiudere un occhio.

Durante le indagini, sarebbero addirittura emersi casi in cui le guide avrebbero causato volontariamente malessere ai propri clienti guastando il loro cibo e altri in cui i clienti stessi sarebbero coinvolti nella truffa ai danni delle compagnie assicurative. Oltre 2.000 agenzie operano in Nepal, molte delle quali abusive, fattore che non facilita lo svolgimento di indagini capillari. “Gli escursionisti e gli alpinisti sono influenzati dalle agenzie – dice ancora Folini – Il business è fatto da quelle che fatturano tre volte di più della somma reale, 12.000 invece di 4.000 dollari per salvataggio“. Il pilota conferma poi che anche molte strutture ospedaliere private della zona sono coinvolte nelle truffe e che il numero di voli, 1.300 nei primi cinque mesi del 2018, è fuori da ogni standard. “Il business maggiore per le compagnie di elicotteri sono i falsi recuperi“, ha detto senza giri di parole, suggerendo come soluzione un controllo medico che confermi la necessità del recupero in elicottero, simile a quanto richiesto dalle agenzie assicurative.

Secondo l’italiano, una volta bloccate le richieste di volo per falsi recuperi, sarebbero sufficienti la metà dei mezzi che oggi sorvolano la zona. “Sarebbe un bene anche per il turismo nella regione dell’Everest – dice – Ci sono troppi voli ora. A malapena si riesce a fare un’escursione nel Khumbu senza essere disturbati dal rumore di elicotteri in volo“. La realtà nepalese però, per Folini, non è l’unica a soffrire di questo fenomeno. Anche sulle Alpi lo stesso genere di truffa sarebbe diffuso: “I recuperi sono sempre business. Come possiamo puntare il dito verso un paese povero come il Nepal se non riusciamo a risolvere i nostri stessi problemi?“.

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