Ambiente

Vesuvio: scoperta camera di magma

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NAPOLI — Una nuova scoperta che riguarda il Vesuvio è venuta alla luce in questi giorni. Dalle ultime ricerche sembrerebbe che, all’interno del vulcano, ci sia una camera magmatica meno distante dal cratere di quella già conosciuta a 8-10 chilometri di profondità.

L’importante rivelazione è stata pubblicata qualche giorno fa sulla rivista "Nature". La camera magmatica che è stata appena scoperta dagli scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è situata a 4-5 chilometri di profondità sotto il vulcano più temibile di tutta Europa, il Vesuvio. Fino ad oggi l’unica camera nota in cui ristagnava il magma era situata a 8-10 chilometri di profondità.
 
Da diversi anni scienziati e ricercatori sono all’opera per cercare di capire quanto sia preoccupante il Vesuvio. E la scoperta appena fatta è un nuovo passo avanti proprio per determinare la pericolosità di questo vulcano e per fornire nuove informazioni sul rischio di un suo risveglio improvviso.
 
Gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno dichiarato che le ultime indagini geofisiche, realizzate grazie ad una specie di radiografia dell’interno della terra, mostrano che la camera in cui attualmente c’è del magma è quella più profonda a 8-10 chilometri.
 
"A partire dall’eruzione di Pompei del 79 d.C.- spiega, però, l’Istituto – il magma risalì da questa camera più profonda e si portò a quella più superficiale per poi dare vita alle eruzioni esplosive".
 
Allo studio ha partecipato anche il vulcanologo Raffaele Cioni, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Pisa. "I moderni metodi di analisi petrologica – ha spiegato il vulcanologo – ci permettono, attraverso lo studio dei magmi, di determinare qual era la pressione di cristallizzazione del magma all’interno della camera magmatica".
 
"Ebbene – ha continuato Cioni – abbiamo potuto verificare che, in occasione della cosiddetta eruzione di Pollena del Vesuvio, avvenuta nel 472 d.C., il magma si trovava a una pressione di circa 1000 bar, cioè circa mille volte la pressione a livello del mare, il che corrisponde a una camera magmatica posta a una profondità di circa 4-5 chilometri".
 
Lo studioso quindi, affermerebbe che negli anni ci sarebbero state due diverse modalità di eruzione: una che avrebbe coinvolto la camera magmatica appena scoperta e l’altra quella più profonda.
 
 
Emanuela Brindisi

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