Cronaca

Livigno, valanga uccide due snowboarders

Updated SONDRIO — E’ accaduto all’improvviso. Una massa nevosa che prende movimento e poi si trasforma in una grande slavina che travolge tutto e tutti, inesorabilmente. Sono mortoi così nel tardo pomeriggio di ieri due snowboarders investiti in pieno da una valanga sulle montagne che sovrastano Livigno.

Sul posto sono giunti decine di soccorritori che hanno battuto la zona palmo a palmo per cercare di salvare i due grazie anche ad una potente cellula fotoelettrica fornita dai vigili del fuoco di Sondrio per illuminare il versante della montagna. Una corsa disperate contro il tempo, ostacolata dalle forti nevicate e dalu buio scesa sulla zona.

Una corsa drammaticamente inutile. I corpi senza vita dei due giovani sciatori sono stati ritrovati ieri sera sepolti da oltre due metri di neve fresca in Val Federia, a circa 2.000 di quota. Le vittime sono Daniel Bottini e Fabio Viviani, entrambi di Livigno, di 17 anni.

L’allarme era stato lanciato attorno alle 17 da altri due giovani che stavano sciando con le vittime e hanno visto la valanga abbattersi sui compagni. Le squadre del soccorso alpino di Bormio e Livigno, con le unità cinofile della Guardia di Finanza hanno trovato nel tardo pomeriggio il corpo del primo giovane sepolto da una coltre altissima di neve fresca. Il secondo è stato trovato in tarda serata, sotto una montagna di neve alta circa 3 metri, su un versante non battuto della localita’ Costaccia, sempre in Val Federia.

Le due vittime avevano raggiunto la zona, interessata da una fitta nevicata, sembra per divertirsi con lo snowboard. Saranno ora le indagini a stabilire eventuali responsabilita’ a carico di altri. In particolare gli accertamenti, subito disposti dalla Procura di Sondrio, dovranno chiarire se il distacco della slavina-killer sia riconducibile alla negligenza e a un gravissimo errore di valutazione delle vittime stesse o, invece, al passaggio di altri escursionisti, magari gli amici, che erano con Daniel e Fabio. 

Polizia locale e carabinieri stanno ascoltando alcuni testimoni, nel tentativo di ricostruire la dinamica della vicenda nelle fasi immediatamente precedenti e successive alla tragedia. Intanto è stato riaperto il passo del Foscagno, chiuso per ragioni di sicurezza a causa della caduta di alcune slavine sulla strada.

Gli esperti raccomandano anche per oggi la massima prudenza. Utilizzare unicamente le piste tracciate e battute dai ”gatti delle nevi”, che sono sempre monitorate dagli addetti agli impianti di risalita. Le abbondati nevicate delle ultime ore, infatti, hanno fatto aumentare molto il rischio di caduta valanghe sull’intero arco alpino e dell’alta Lombardia.

Nella zona di Livigno , ad esempio, l’indice del pericolo è grado 4 su un massimo di 5. ”Non si devono abbandonare le piste da sci – avverte Gianfranco Comi, responsabile provinciale del soccorso alpino di Sondrio – e sono assolutamente vietate le escursioni di scialpinismo e quelle con le ciaspole. Prima di affrontare un percorso innevato, consultare i bollettini meteo diffusi ogni giorno e dotarsi sempre di attrezzatura salvavita, come Arva, pala e sonda. E ovviamente non andare da soli in montagna”.

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