Alpinismo

Sir Hillary: il ricordo degli alpinisti

BERGAMO — Mondinelli, Messner, Kammerlander, Merelli. Gli alpinisti italiani sono unanimi nel commiato a Sir Edmund Hillary, che verrà ricordato non solo per la sua straordinaria carriera alpinistica ma soprattutto per lo spessore umano delle azioni compiute a favore delle popolazioni nepalesi.

"E’ uno dei pochi alpinisti che ammiro – racconta Silvio Mondinelli – perchè dopo aver scalato l’Everest è rimasto in Himalaya per costruire scuole, ospedali, ponti. Ha fatto molte cose per la gente del Khumbu, le ho viste di persona: la scuola che abbiamo ricostruito a Namche è proprio accanto alla sua, che adesso è diventata una biblioteca. Ricordo che una volta l’ho incontrato in aeroporto e mi sono fatto autografare una cartolina".
 
"Non conoscevo Hillary – racconta Mario Merelli – ma il ricordo più bello che lascia è sicuramente tutto quello che ha fatto per il popolo nepalese e per chi frequenta l’Himalaya. Tra l’altro ha perso moglie e figlia in un incidente aereo, proprio mentre andavano a visitare le scuole e gli ospedali dell’Himalayan Trust".
 
"Era certamente una delle persone più amate e stimate in Nepal – continua Merelli – e come alpinista era noto in tutto il mondo. Ha fatto parte di una spedizione inglese che voleva a tutti costi portare in cima la bandiera della Gran Bretagna e lui, schivo, neozelandese, è arrivato in cima con grande determinazione. Da ammirare".
 
Unanimi anche Reinhold Messner e Hans Kammerlander nel sottolineare l’importante segno lasciato da Hillary nella storia dell’alpinismo. "Fu innanzitutto un uomo straordinario, e solo in secondo piano un alpinista eccezionale" ha commentato Messner, che nel 1979 salvò il figlio di Hillary dopo un incidente sull’Ama Dablam.
 
Kammerlander ha oggi sottolineato anche che "Hillary aveva avuto la forza e la grandezza umana di evidenziare il ruolo determinante dello sherpa Tenzing Norgay nella salita: solo pochi alpinisti avrebbero fatto lo stesso". 
 
Si è chiusa invece in un silenzio commosso Elizabeth Hawley, la giornalista inglese che da oltre sessant’anni vive a Kathmandu tenendo le statistiche di tutte le spedizioni alpinistiche. La Hawley è sempre stata molto vicina a Sir Hillary, collaborando con lui anche per i progetti
dell’Himalayan Trust. Tanto che qualcuno ha anche insinuato che fossero più che amici, ma le voci sono state smentite da entrambe le parti.

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