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New York, negozi Patagonia chiusi per la People’s Climate March

Climate March NewYork (photo  (AP Photo Jason DeCrow)
Climate March NewYork (photo (AP Photo Jason DeCrow)

NEW YORK CITY, Stati Uniti — Si è svolta ieri in 166 Paesi del mondo la “People’s Climate March”, la marcia mondiale in favore della salvaguardia dell’ambiente. A New York si è riunito il corteo principale, in cui hanno marciato oltre 300.000 persone. A sostegno della causa e per dare ai propri dipendenti la possibilità di partecipare, i negozi del celebre marchio di montagna “Patagonia” sono rimasti chiusi: “non possiamo stare a guardare” – hanno dichiarato i vertici dell’azienda.

“People’s Climate March” è stata organizzata in vista del Climate Summit di mercoledì prossimo 23 settembre. L’incontro d’emergenza ONU è stato voluto da Ban Ki-Moon per discutere del problema del cambiamento climatico e sollecitare i politici affinché agiscano concretamente e in fretta.

Tanti i volti noti che hanno partecipato alle marce per il clima: a Londra c’era Emma Thompson, a New York Mark Ruffalo, Evangeline Lilly, Edward Norton e Leonardo Di Caprio, da poco designato ambasciatore per la Pace dalle Nazioni Unite con un focus speciale sul clima.

Patagonia Store in New Yorl - Close gone marching (Photo www.thecleanestline.com)
Patagonia Store in New Yorl – Close gone marching (Photo www.thecleanestline.com)

La marcia a Manhattan è stata un vero bagno di folla. I 4 negozi newyorkesi Patagonia, il noto brand di articoli di montagna fondato dall’alpinista Yvon Chouinard, hanno chiuso per dare la possibilità ai propri dipendenti di partecipare alla marcia, sostenuta ufficialmente dall’azienda. “E’ compito di questa generazione far capire chiaramente che rifiutiamo lo Status quo – scrive sul The Cleanest Line Rose Marcario, CEO Patagonia in carica dal gennaio 2014 -, una corsa verso la distruzione del nostro pianeta e dei luoghi selvatici che amiamo e viviamo. Non possiamo stare a guardare…Dobbiamo mantenere alta la pressione. Questo significa alzare la voce ed essere visibili nelle strade, nei Comuni, nelle capitali, e cosa più importante, nella votazione alle elezioni di candidati che capiscano che stiamo affrontando una crisi climatica. Significa proteggere i nostri surf break, i fiumi, le praterie, le montagne, e incentivare un’agricoltura sostenibile. Dobbiamo assumerci ciascuno la propria responsabilità, e ciò significa consumare meno e vivere in modo più semplice e misurato”.

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