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Governo: montagna in cima alle priorità

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ROMA — Pensare alla montagna. Questo uno dei 13 punti del documento conclusivo della Conferenza nazionale dei Cambiamenti climatici che si è chiusa ieri a Roma. Alla tavola rotonda hanno partecipato i rappresentanti del mondo politico e industriale, per concordare un’azione repentina e sinergica per salvare l’ambiente.

"Pensare alla montagna. Incoraggiare un turismo meno legato alle esigenze sciistiche e più consapevole del patrimonio naturalistico – recita il documento – Puntare alla riqualificazione delle aree sciistiche, sottoporre la realizzazione di nuove infrastrutture alla verifica della fattibilità e della convenienza economica". 
  
Questo l’impegno sottoscritto dai partecipanti della Conferenza sul clima relativamente alle zone montuose d’Italia e inserito nell’elenco delle prime 13 azioni da realizzare per l’adattamento sostenibile.
  
L’attenzione inoltre è rivolta all’applicazione delle norme di sicurezza per le costruzioni nelle zone a rischio frana e valanga, nonchè alla riforestazione di vaste aree.
  
"Abbiamo bisogno di una svolta – ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio – il Manifesto del clima che emerge dalla Conferenza, rappresenta un "New Deal" per l’adattamento sostenibile e la sicurezza ambientale."
  
Secondo il ministro Bersani è necessario mantenere gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea per il clima, ma è altrettanto indispensabile rimanere con i piedi per terra. "I gas serra bisogna assolutamente ridurli – ha detto il ministro – ma attraverso un sitema basato su criteri di razionalità".
  
Al termine della tavola rotonda l’entusiasmo era generale. Tutti i partecipanti si sono detti soddisfatti delle conclusioni tratte, e fiduciosi di poter operare una svolta reale nelle politiche ambientali del Paese.
 
Soddisfazione espressa anche dal direttore scientifico del Wwf Italia, Gianfranco Bologna. "La sfida era grande, gli interessi in campo enormi – ha dichiarato –  ma con questo documento la Conferenza sul clima ha centrato l’obiettivo. Inoltre Prodi riconosce la necessità di un’alleanza con la natura, assumendosi così la responsabilità di diventare il nuovo "Roosvelt" del New Deal richiesto dal ministro Pecoraro Scanio".
   
All’appuntamento erano presenti il Presidente del Senato Franco Marini, i ministri dell’Ambiente Pecoraro Scanio, delle Attività produttive Bersani, dell’Università e della ricerca Mussi, il capogruppo di An al Senato Matteoli, i segretari dei sindacati e la vicepresidente di Confindustria Marcegaglia.
 
 
 
 
Valentina d’Angella

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