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Inaugurata la mostra dedicata ad Achille Compagnoni

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Marco Confortola e Agostino Da Polenza tra gli ospiti presenti all'inaugurazione della mostra
Marco Confortola e Agostino Da Polenza tra gli ospiti presenti all’inaugurazione della mostra

MILANO — “Lieto annunciar salita della seconda montagna più alta del mondo”. È questo il testo del telegramma firmato da Ardito Desio, capo spedizione,  e spedito da Skardu il 13 di Agosto, 13 giorni dopo la conquista della vetta del K2 da parte italiana. È possibile leggere questo documento in originale insieme a molti altri visitando il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. È stata inaugurata mercoledì sera la mostra dedicata a Compagnoni, intitolata Achille Compagnoni Oltre il K2. L’evento ha inteso ricordare il 60simo anniversario della prima ascesa e celebrare il centenario della nascita dell’alpinista italiano. Per l’occasione è stato presentato il libro catalogo che riporta tutto il diario personale di Compagnoni  della spedizione.

Alla presenza di oltre un centinaio di persone, alle 18 in punto di mercoledì, ha preso il via l’evento di inaugurazione  con il benvenuto del direttore del Museo della scienza e della tecnica di Milano Fiorenzo Galli. Tra video, pannelli fotografici, documenti e oggetti, ai visitatori è stato facile comprendere come quell’impresa alpinistica avesse avuto allora, e forse abbia conservato ancora oggi, un significato assai più amplio di quello riservato a una pur stupefacente impresa alpinistico sportiva. L’Italia usciva sconfitta dalla guerra e quella conquista ebbe un enorme valore simbolico. Un evento e dei protagonisti che sono oggetto di studio ancora oggi. Forse non a caso, Elda, la moglie di Achille Compagnoni, visibilmente emozionata, ha voluto leggere un brano  tratto da una tesi di laurea di una studentessa romana, dedicata alla figura del marito.

La mostra dedicata ad Achille Compagnoni
La mostra dedicata ad Achille Compagnoni

La mostra ripercorre l’intera vicenda biografica di Compagnoni, raccontata attraverso foto, documenti ma anche oggetti di allora come gli sci, rigorosamente di legno, e le attrezzature che Compagnoni utilizzo per prepararsi all’impresa Pakistana;  o ancora come la Tenda “Moretti” utilizzata da Compagnoni in Karakorum.  Oltre ad un video ritratto realizzato per l’occasione, i visitatori hanno potuto godere del breve video realizzato dallo stesso Compagnoni in vetta:  120 secondi straordinari di fotogrammi girati sulla cima del K2, filmato che contribuì non poco, per ammissione dello stesso alpinista, al congelamento delle sue dita.

Diverse le personalità del mondo alpinistico che sono intervenute. Tra queste Alessandro Gogna, Agostino Da Polenza e Marco Confortola il forte alpinista Valtellinese  che in comune con Achille Compagnoni ha oltre al paese di provenienza, Santa Caterina in Valfurva, la conquista della Grande Montagna. Agostino Da Polenza, secondo alpinista presente ad aver salito, nel 1983 dal temibile versate nord, il K2, è stato più volte sollecitato ad intervenire dallo stesso Confortola. “È giusto, nell’anno del centenario della nascita e a 60 anni dalla prima salita sul K2, ricordare con questa mostra anche quanto Achille Compagnoni ha fatto e ha dato all’alpinismo Italiano – ha dichiarato Da Polenza-. Ricordare quanto ha dato con la salita al K2 nel 1954 e con una vita dedicata alle montagne e al suo mestiere di guida alpina. E questo, al di là delle forti polemiche che hanno gettato un’ombra sulla conquista della montagna più bella del Pianeta”.

La tenda della spedizione al K2
La tenda della spedizione al K2

Da Polenza in questi stessi locali del Museo milanese, lanciò, ormai 10 anni fa, la spedizione alpinistico scientifica del 50esimo anniversario. Allora, capo spedizione Da Polenza, raggiunse la cima anche Michele Compagnoni, nipote di Achille.

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