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Strage del Nanga Parbat, la polizia arresta 20 persone

Nanga Parbat il versante Diamir (Photo diamir.de)
Nanga Parbat il versante Diamir (Photo diamir.de)

GILGIT, Pakistan — La polizia del Diamir ha dichiarato di aver arrestato 20 persone collegate al massacro del Nanga Parbat, che nello scorso giugno costò la vita a 10 alpinisti stranieri e a un pakistano. Le autorità, sulle tracce dei terroristi per tutta l’estate, avrebbero compiuto gli arresti lunedì scorso, dopo essere risaliti al nascondiglio dei ricercati.

Secondo il quotidiano Dawn News, i 20 arrestati potrebbero essere responsabili non solo del massacro del Nanga Parbat, ma anche di altri atti terroristici precedenti e successivi a quello di giugno. Il riferimento sarebbe ad alcune stragi avvenute nel 2012 nella regione di Chilas e all’ultimo attentato risalente al 6 agosto che è costato la vita a tre ufficiali che investigavano proprio sulla strage del Nanga.

L’operazione sarebbe stata condotta congiuntamente da polizia del Diamir, esercito pakistano ed altre forze dell’ordine locali. Nei prossimi giorni la polizia locale diffonderà nuovi dettagli in merito agli arresti, ma attualmente poche sono le informazioni in circolazione per motivi di sicurezza. Secondo quanto dichiarato dalle autorità e riferito da Dawn News, i 20 arrestati verranno giudicati direttamente dalla Corte del distretto del Diamir.

La strage era avvenuta nella notte tra il 22 e il 23 giugno al campo base del versante Diamir del Nanga Parbat. Undici persone erano state assassinate: un lituano, due slovacchi, tre ucraini, due cinesi e un cinese-americano, un nepalese e una pakistano. Le autorità avevano da subito identificato i responsabili: 15 o 16 uomini pakistani, provenienti della valle Diamir, da Mansehra e dal Distretto di Kohistan, appartenenti al gruppo dei TTP – i Tehrik-e-Taliban Pakistan.

Info www.dawn.com/pakistan

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