Alpinismo

Nives Meroi sul Tetto del mondo

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LHASA, Tibet (updated) — “Siamo andati su lentamente, con fatica, in mezzo al gelo. Abbiamo le dita bluastre ma stiamo bene, ora vogliamo solo scendere di quota il più in fretta possibile". Queste le parole di Nives Meroi, poche ore dopo aver toccato la vetta dell’Everest. E’ la prima donna italiana (e la terza nella storia) ad aver raggiunto il Tetto del mondo senza l’utilizzo d’ossigeno.

Nives, la "tigre dell’Himalaya", è arrivata sul Tetto del mondo questa mattina alle 10, ora locale, insieme al marito Romano Benet e dopo oltre nove ore di cammino. Entrambi sono saliti tenendo fede al loro stile leggero, senza ossigeno nè sherpa d’alta quota.
 
"Abbiamo pagato quella notte in più a 8.100 metri, aspettando che il meteo migliorasse" ha detto Nives a sua sorella Leila, spiegando i motivi della marcia così lunga e sofferta per arrivare sulla cima.
 
I due alpinisti tarvisiani sono arrivati in vetta con ai bergamaschi Nadia Tiraboschi e David Borlini, della spedizione "Spirito Libero". La Tiraboschi e Borlini sono saliti con l’ausilio di ossigeno. Ancora non si sa se gli altri due bergamaschi sulla via di salita, Pierangelo Maurizio e Marco Epis, siano arrivati in cima o meno.  
 
Nives Meroi, con questo risultato, si porta in testa alla corsa femminile verso i 14 ottomila. Nives finora  ha scalato senza ossigeno Broad Peak, Gasherbrum I, Gasherbrum II, Nanga Parbat, Cho Oyu, Lhotse, Dhaulagiri, K2 ed ora l’Everest.
 
Nel 1999 ha salito così anche lo Shisha Pangma: a conti fatti, sono dieci ottomila scalati senza ossigeno. Secondo alcune fonti citate da Explorersweb quella volta la spedizione sarebbe arrivata sulla cima middle e non su quella principale: quindi, pur avendo raggiunto quota ottomila anche quella volta, tale montagna non andrebbe considerata "valida" per la sua corsa ai 14 ottomila. In questo caso l’alpinista tarvisiana si troverebbe a quota 9, a parimerito con l’austriaca Gerlinde Kaltenbrunner.
 
Ma la Meroi smentisce, e dichiara di aver salito ufficialmente anche la cima principale dello Shisha Pangma. In questo caso, nella corsa agli ottomila, sarebbe davanti a tutte.
  
 
Sara Sottocornola

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