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Via dei Ragni al Cerro Torre, in vetta in free solo e in 3 ore e un quarto

Il massiccio del CerroTorre (Photo outsideonline.com)
Il massiccio del CerroTorre (Photo outsideonline.com)

EL CHALTEN, Argentina — Da sotto il Colle della Speranza alla cima del Cerro Torre lungo la via dei Ragni in sole 3 ore e 15 minuti e in free solo. E’ questo l’ultimo straordinario limite superato pochi giorni fa dall’alpinismo patagonico, sempre più popolato e sempre meno avversato dalle condizioni climatiche. L’impresa sarebbe riuscita all’austriaco Markus Pucher, che secondo Rolando Garibotti, che riferisce la notizia sul suo sito Pataclimb.com, sarebbe partito per affrontare la via portandosi dietro solo una corda e una vite da ghiaccio.

La scalata di Pucher sarebbe durata in totale 5 ore e 40 minuti, andata e ritorno. L’austriaco il 14 gennaio sarebbe partito dal ghiacciaio posto a circa 150 metri sotto il Colle della Speranza e avrebbe raggiunto la vetta della celebre montagna patagonica percorrendo la via dei Ragni, quindi lungo il versante Ovest del Cerro Torre.

Secondo quanto riferisce Garibotti, la sua sarebbe la seconda salita solitaria della via e la prima in free solo, vale a dire praticamente slegato. L’alpinista infatti, sarebbe partito per la scalata portando con sé solo una vite da ghiaccio e una corda: un’impresa quasi incredibile, che Pucher avrebbe immortalato con una telecamera.

Sebbene forse meno clamorose, molte altre salite sono andate a buon fine nei giorni scorsi sulle vette patagoniche, che anche quest’anno sembrano aver relegato a un ricordo le famigerate bufere che rendevano tanto difficili le scalate in passato. Sempre nel massiccio del Torre, secondo Pataclimb.com, Mikey Schaefer e Josh Huckaby avrebbero concluso la traversata “Manos y más manos”: dopo aver salito l’Aguja CAT, avrebbero concatenato Cuatro Dedos, la Torre Inti, la Torre Atchachila e la Torre Pachamama, per poi ridiscendere.

Al Fitz Roy Carlos Molina e Iñaki Courissat avrebbero ripetuto la via “El Corazón”, mentre sul pilastro Goretta un trio argentino composto da Gabriel Fava, Wenny Sánchez e Roberto Treu, avrebbe aperto una nuova via di 600 metri lungo la parete ovest. Sulla stessa montagna la canadese Sarah Hart avrebbe compiuto la prima salita femminile della via “Mate, Porro y Todo lo Demás”che sale lungo il versante nord ovest del pilastro: insieme a Madeline Sorkin e a Kate Rutherford avrebbero completato quella che Garibotti conta come la terza salita femminile del Fitz Roy.

Info courtesy www.pataclimb.com

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