Località di montagna

Tirolo, una croce di 36 metri con ascensore sulla cima di una montagna

Il progetto della croce da costruire a St Jakob in Haus (photo suddeutsche.de)
Il progetto della croce da costruire a St Jakob in Haus (photo suddeutsche.de)

ST. JAKOB IN HAUS, Austria — Un’enorme croce tridimensionale, fatta di legno, come osservatorio panoramico sulla vetta della montagna. Avrà passatoie sui bracci e scale all’interno del tronco per i turisti. Dovrebbe essere questa la nuova attrazione dell’idilliaco paesino austriaco di St. Jakob in Haus, vicino a Lienz.

La costruzione, che sarà alta 36 metri e avrà 4 bracci di 19 metri, costerà ben 1 milione e mezzo di euro. Sarà rivestita in larice, avrà un ascensore e sarà usata come spazio espositivo. Il progetto è della società impianti locale, la Pillersee Bergbahn.

Molti l’hanno definita “mostruosa” e prettamente commerciale, ma il progetto pare sia stato approvato proprio dai cittadini del paese, che conta 770 anime, attraverso un referendum locale.

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11 Commenti

  1. Veramente un cazzotto in un occhio.
    Ma come è possibile rovinare ulteriormente la montagna in quel modo? Non bastano le piste da sci, impianti di risalita ecc per rovinare le montagne? Sono contrario anche alle più modeste croci di vetta, però mi pare stiano veramente esagerando..
    A quando una croce alta 100m? E poi 200m? E così via?

    1. Sono perfettamente d’accordo con Giovanni. Qui poi si è superato ogni limite, anche di semplice buon senso. C’è poi da chiedersi con preoccupazione (e la cosa riguarda ovviamente anche l’Italia e l’Europa intera) se su questioni che investono l’ambiente e quindi il patrimonio comune di una nazione basti il parere di 770 abitanti del luogo.

  2. Come spesso capita , cercano di migliorare ciò che già perfetto e così contribuiscono alla diffusione dell’ateismo per eccessivo zelo.

  3. Credo che ogni vetta abbia già per corredo naturale, e da sempre, il suo degno e ineguagliabile coronamento: il cielo. Diadema più bello non si può immaginare.
    Tutto il resto è vanagloria, commercio o fanatismo.
    Ad maiora.

  4. non poteva mancare il gran coro degli atei militanti i quali, sputando sulla civiltà cui devono la stessa propria esistenza, si prodigano in argomenti grotteschi, come il signore che farnetica di “patrimonio comune della nazione” pur di negare il sacrosanto diritto degli abitanti di un paese a deliberare circa un’opera che riguarda loro medesimi.

    1. Quando, malgrado il nome, con spirito assai poco francescano (ma molto integralista) si ricorre all’insulto significa che non si hanno argomenti né una pur vaga conoscenza del concetto di “bene comune”. E con questo “chiudo”.

  5. Non sono l’altro Francesco, non vorrei essere confuso con lui. Credo che l’essere credenti non abbia bisogno di dimostrazioni, soprattutto così eclatanti e chiaramente commerciali. Se può essere giusto cercare di divulgare la propria religione e i sentimenti che la animano, son convinto che solo con la carità si debba operare. Perché quella comunità di 770 persone non donano tutti quei soldi a chi ne ha più bisogno? E’ evidente che si tratta di bigottismo, niente di più.

  6. ma cosa centra essere credenti? sta roba (orrenda, concordo, ma il gusto “crucco” a volte lascia a desiderare…) è un progetto architettonico e turistico, mica una chiesa o un monumento sacro ordinato da vescovo!

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