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Pareti

Badile, Rossano Libera in solitaria su Memento mori

Ripetizione in solitaria di Memento Mori di Rossano Libera
Ripetizione in solitaria di Memento Mori di Rossano Libera

BREGAGLIA, Svizzera — “E’ stato mistico”: poche parole che rendono l’idea di un’esperienza straordinaria a tratti un po’ folle. Così Rossano Libera ha commentato la sua bella solitaria di pochi giorni fa alla via “Memento mori”, itinerario che sale sulla parete nord est del Pizzo Badile, considerata da molti la via più pericolosa della montagna. Non per niente quella di Libera è la seconda ripetizione assoluta della via, arrivata a distanza di 30 anni da quella dei cecoslovacchi.

“Memento Mori”, che in latino significa “Ricordati che devi morire”: un nome che la dice lunga. La via è stata aperta tra il 24 e il 26 agosto del 1980 da Josef Rybicka, Jan Simon e Ladislav Skalda, un trio cecoslovacco molto forte che scalò la parete Nord Est del Badile seguendo una linea diretta alla vetta e salendo lungo la direttrice del colatoio centrale, la cui forma dà il nome alla montagna. Ciò che rende la salita veramente rischiosa è senza dubbio il pericoloso tratto del catino sommitale, soggetto a scariche di sassi, in particolare alto nella stagione estiva.

Libera ha compiuto la prima solitaria tra il 17 e il 18 luglio, passando due giorni in parete: il primo giorno salendo soltanto poche lunghezze, in complicata scalata artificiale (A3), e il secondo puntando decisamente alla vetta per realizzare un sogno a cui, in verità, pensava da venticinque anni. La sua è stata la terza salita assoluta della via, nonché la seconda ripetizione arrivata a distanza di 30 anni esatti dalla prima, che era stata appunto quella del 1982, realizzata da un team ancora di nazionalità cecoslovacca.

Corda Molla -Libera sul monte Disgrazia
Libera sul monte Disgrazia

“Mai fatto niente di simile – ha detto Libera -. Su quella via la tensione è costante, dal primo metro all’ultimo: la roccia è cattiva, si sfalda e poi dall’alto arriva di tutto. In un paio di occasioni mi sono visto davvero male…..Tentare d’inverno, quando il gelo blocca le rocce? Di sicuro un’avventura ma non la stessa cosa: perché Memento mori è tale soltanto d’estate, mettendosi nelle medesime condizioni dei primi salitori. Dopo la solitaria invernale della Cassin, dopo tutti quei tentativi e bivacchi, ho provato una sorta di repulsione nei confronti del Badile. Ultimamente però, grazie al lavoro di guida, mi sono riconciliato con la grande montagna e pochi giorni fa ho sentito di nuovo il richiamo… Ecco, pensatela come volete, ma il Badile mi chiamava ed ero sicuro che mi avrebbe lasciato passare”.

Nel 2008 l’alpinista guida alpina valtellinese, classe 1969, aveva compiuto infatti la prima solitaria invernale della via Cassin, che sale sulla stessa parete ma più a destra. Memento Mori infatti è compresa tra la Via del Fratello, a sinistra, a la via Cassin.

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