Alpinismo

Giapponesi respinti dalla Sud del Lhotse

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KATHMANDU, Nepal — E’ fallita la missione giapponese sulla terribile parete Sud del Lhotse (8.516 metri). La spedizione, guidata dal celebre alpinista nipponico Osamu Tanabe, è giunta però in cima alla parete ripetendo la via Cesen.

La squadra del Japanese Alpine Club, capitanata da Tanabe, ha è riuscita a raggiungere la sommità della parete Sud il 27 dicembre scorso. Erano però già le tre e mezza del pomeriggio e, pur trovandosi ad una quota molto alta, si sono trovati costretti a riunciare alla vetta per mancanza di tempo.
 
La parete sud del Lhotse, 3.200 metri di strapiombante altezza, si trova sul versante opposto alla via normale che sale in cima da Oves. E’ entrata nel mito dell’alpinismo per l’estrema difficoltà di salita, e per aver respinto gente del calibro di Cassin, Messner, Kammerlander, Profit e Kukuzka, che qui trovò la morte.
 
Il primo a salirla fu l’alpinista sloveno Tomo Cesen, che in solitaria e in 62 ore salì in vetta nella primavera del 1990. L’impresa fu tuttavia molto discussa, dato che le immagini che lui addusse come prova della salita risultarono di qualcun altro e che spedizioni successive dichiararono di non aver trovato traccia della sua salita.
 
Tanabe, 45 anni, è uno degli alpinisti più celebri del Giappone. Ha scalato 7 ottomila, tra cui l’Everest in una "quasi" invernale (era il 20 dicembre). Questo era il suo secondo tentativo alla Sud del Lhotse.
 
Sara Sottocornola

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