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Valdidentro: inaugurata nuova croce in vetta alla Cima Piazzi

Croce Cima Piazzi
Croce Cima Piazzi

VALDIDENTRO, Sondrio — Una croce in acciaio inox, dedicata alla memoria del parroco alpinista Don Giovanni Rapella, campeggia da domenica sulla vetta della Cima Piazzi (3439 metri), montagna simbolo della Valdidentro. La croce, alta 2,5 metri e costituita da una struttura ariosa e tubolare, è stata portata in vetta a spalle e montata in loco su iniziativa del Cai Valdidentro, presieduto da Pietro Urbani.

Le varie parti della croce sono state portate in vetta a più riprese nelle scorse settimane, dal passo Verva lungo il versante Sud. Tra i volontari che hanno contribuito al trasporto, anche molte ragazze. Ieri, nonostante il maltempo, è stata inaugurata con una cerimonia che ha visto la partecipazione di oltre 30 persone dei Cai Valdidentro, Valfurva, Livigno, accompagnati anche da alcune Guide Alpine e membri del Soccorso Alpino, saliti in vetta lungo il versante Nord, assieme a Don Giacomo Santelli, parroco di Semogo per la benedizione della croce. In vetta li hanno raggiunti anche 34 persone che sono salite dal versante Sud.

“Su molte cime più o meno rinomate vi è una croce – dice Paolo Valgoi, segretario Cai Valdidentro – ed il fatto che la Piazzi non l’avesse ancora era in effetti una mancanza da colmare. All’idea della croce si è voluto unire il ricordo di Don Giovanni Rapella, che per 28 anni è stato parroco di Isolaccia (dal 1977 al 2005) e che per 16 anni si è occupato anche della parrocchia di Pedenosso come amministratore e parroco”.

A Don Giovanni, quindi, è stato dedicato il monumento con una solenne celebrazione che ricorre dopo 4 anni dalla sua morte avvenuta il 13 luglio 2007. Il parroco è stato uno dei soci fondatori del Cai Valdidentro ed era molto affezionato alla Cima Piazzi, dove nel 2001 aveva voluto celebrare una S. Messa in alta quota per ricordare e rivivere la prima ascesa alpinistica del 21 agosto 1867.

“La croce ha una struttura tubolare molto snella – dice Valgoi -, fra i cui elementi lo sguardo all’orizzonte non si interrompe, ma spazia e lascia posto a riflessioni sul delicato confine fra l’immensità del creato e la piccolezza dell’uomo. Oltre ad un vano porta libro di raccolta pensieri e firme per chi raggiungerà la vetta, sulla croce è stata fissata un piccola targhetta in bronzo con raffigurato in rilievo il volto di Don Giovanni Rapella ed incisa la frase famosa che egli pronunciò: “la montagna appartiene a chi la conosce, a chi la studia, a chi la rispetta, a chi la ama”.

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5 Commenti

  1. buona giornata
    le montagne sono gia’ rovinate da piste da sci ,funivie,edilizia varia,
    strade ecc. : e se lasciassimo stare almeno le vette.
    un cattolico praticante
    guido

  2. Non hai tutti i torti, però fa anche piacere innalzare un bel simbolo in cima ad una vetta e poterlo raggiungere.
    Un ateo convinto

  3. Appunto, una croce di vetta è un bel simbolo, una tradizione, un messaggio positivo e una meta da raggiungere. In più mi sembra anche esteticamente molto piacevole. Smettiamola di disprezzare tutto per farci vedere a tutti i costi “moderni”. Questo atteggiamento non fa bene a nessuno, tantomeno alle montagne.

  4. @Stefano, per come la vedo io la meta da raggiungere è la montagna, se mai la cima, non certo una croce. Quella la posso raggiungere in chiesa, se ne ho voglia. Inoltre come simbolo non mi piace per niente, evoca sofferenza (quando invece la cima è luogo di gioia) ed è troppo legata ad una religione che non condivido. Per quanto riguarda la tradizione, proprio l’uomo a cui è dedicata la croce ha detto che la montagna è di chi la ama, e quindi le tradizioni contano fino ad un certo punto, visto che sia io che te amiamo la montagna ma non abbiamo questa tradizione in comune! Io non critico a priori, sto semplicemente esternando la mia opinione, ma sono d’accordo con zappella: l’uomo sta lasciando la sua sporca impronta su tutte le zone del pianeta, almeno le cime si potrebbe lasciarle come le abbiamo trovate!

    @Paola, Dio non è forse ubiquo ? perchè ti serve una croce ANCHE su tutte le vette ? non ce ne sono abbastanza forse nel resto dell’europa ?

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