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Come a Pompei: il vulcano Merapi uccide 138 persone

Il Merapi
Il Merapi

GIAKARTA, Indonesia — Sale il bilancio delle vittime della nuova eruzione del vulcano Merapi, sull’isola di Giava. Secondo gli ultimi rilievi sono 138 i morti. Tra loro, riferiscono fonti ospedaliere, ci sono anche sette neonati. Da quando il vulcano è tornato in attività, il 26 ottobre, le vittime sono in tutto 178.

Raccapriccianti le scene che i soccorritori si sono trovati davanti. Sembrava una versione moderna dell’eruzione che 2000 anni fa ha investito Pompei ed Eercolano. La maggior parte delle vittime è concentrata ad Argomulyo, che dista 18 chilometri dal cratere. Nel villaggio molte persone sono state sorprese nel sonno dalla nube di cenere e lapilli, seguita da una colata di cenere e fango lungo il letto arido del fiume Gendol che ha avvolto molte case in un catrame incandescente e appiccicoso. Nove case lungo il fiume sono crollate.

La nube alta 4 chilometri che si leva dal vulcano ha imposto la chiusura dell’aeroporto di Yogyacarta. Nella metropoli si è creata una foschia che costringe gli automobilisti a usare i fari anche in pieno giorno.

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