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Val d’Aosta: elisoccorso anche di notte

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AOSTA — E’ stato inaugurato venerdì 10 novembre ad Aosta il nuovo sistema di soccorso notturno attraverso l’elicottero. Finalmente una struttura unica su scala nazionale per consentire ai velivoli di levarsi in volo e atterrare anche di notte.

Il presidente della Regione Valle D’aosta Luciano Caveri ha pronunciato il discorso d’inaugurazione ricordando Corrado Gex, assessore, parlamentare e pilota valdostano purtroppo scomparso. Gex era stato il primo ad intuire l’importanza del soccorso alpino tramite gli elicotteri.
 
L’impianto consta di un sentiero luminoso costituito da 50 lampade, su entrambe le direttrici di atterraggio. L’illuminazione della pista è costantemente monitorata ed entra in funzione prima dell’atterraggio in modo che gli elicotteri possano avvistarla già a 3 chilometri di distanza.
 
L’obiettivo finale è quello di rendere attivo l’elisoccorso 24 ore su 24.
 
Il programma prevede anche una radioguida strumentale che, per mezzo di flash di avvicinamento, dà la possibilità di collegarsi anche di notte con gli aeroporti, i principali ospedali e tutti gli altri luoghi attrezzati per il volo notturno nelle regioni vicine.
 
Un’altra novità è la "Rete radio canale emergency", un complesso di apparecchi a frequenza disseminati su un territorio transfrontaliero che comprende la Valle d’Aosta, la Haute Savoie in Francia e la Svizzera. Attraverso tale sistema di comunicazione è possibile mettersi in contatto dai territori montuosi delle tre regioni in qualunque momento.
 
Perciò, chiunque sia in difficoltà in alta montagna, potrà chiamare il "Canale E emergency" alla frequenza 160,300 Mhz e mettersi così in contatto con i soccorsi. Come ha detto Davide Bartolo, alal guida della direzione Trasporti della Regione, il sistema di soccorso sarà composto da colonnine per il soccorso in punti strategici, con particolare attenzione alle mete turistiche senza copertura telefonica.
 
Nella regione valdostana la copertura radio è superiore al 95 per cento grazie a 13 diffusori. La chiamata potrà arrivare ad uno dei seguenti centri operativi: Annecy e Chamonix in Francia, Sierre in Svizzera, Saint-Cristophe in Italia. I vari centri si coordineranno poi per le operazioni di soccorso.
 
L’unica differenza tra l’Italia e gli altri Paesi coinvolti nel progetto rigurda l’uso del "Canale E": solo in Italia il canale è ad esclusivo uso degli alpinisti e degli escursionisti. La Protezione civile della Valle d’Aosta ha però già inoltrato la richiesta di estensione del servizio al Ministro delle Comunicazioni.
 
Valentina Corti

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