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Fregata la middle: Panzeri e Compagnoni al base

Mario Panzeri (foto d'archivio)
Mario Panzeri (Foto d'archivio)

KATHMANDU, Nepal — “La vedevo là, la cima middle. Dalla cima la guardavo e dicevo: stavolta ti ho fregato!”. Scoppia di soddisfazione Mario Panzeri, che ha finalmente chiuso i conti con lo Shisha Pangma, 8.027 metri, salendo finalmente la cima principale e incamerando il suo 11esimo ottomila senza ossigeno. Con lui in vetta, Michele Compagnoni, che al suo secondo ottomila senza ossigeno dopo il K2, dice: “Sono contento per Mario, tanto contento: non ne poteva più di tornare su questa montagna”.

Gli alpinisti sono arrivati al campo base ieri intorno alle tre del pomeriggio, dopo aver dormito a campo 2 e smontato tutti i campi in discesa, recuperando i materiali in vista del rientro in Italia.

“Basta non voglio più vederla questa montagna qua – dice allegro Panzeri appena risponde al telefono -. Nemmeno in fotografia. Sono troppo contento. Io e Michele siamo arrivati in vetta insieme e con Edurne e i suoi compagni. In cima gridavamo tutti: summit! Summit! Cima! Cima! E’ stato bellissimo. Poi mi sono voltato a guardare la middle e gli ho detto: ti ho fregato finalmente”.

“Le condizioni erano buone, ma faceva freddo – prosegue l’alpinista -. Solo oggi ha mollato il vento davvero. Comunque la neve era sicura sulla variante Inaki, ma in alcuni punti c’era da battere fino al ginocchio. Verso la cima si vedevano le corde fisse della via Bonington che sale dalla parete sud. Comunque, è andata. Domani andiamo a pranzo da Edurne per festeggiare i suoi 14 ottomila e sabato ci sarà una grande festa allo Yak and Yeti di Kathmandu. Ci andremo prima di ripartire per l’Italia!”.

“Sono contento per Mario – dice invece Michele Compagnoni -. Davvero, troppo contento per lui che finalmente ha fatto la cima giusta, la main summit. Non dovrà più tornare qui per rifare quel noioso sentiero tra le morene per arrivare all’avanzato…”

“Scherzi a parte – prosegue Compagnoni -, la salita è andata benissimo. La mattina c’era il sole, il pomeriggio qualche fiocco di neve. Un po’ di vento in cresta ha dato fastidio sull’ultimo tratto, molto affilato. Ma tutto sommato Vitor, il meteorologo, è stato bravo e ha indovinato la giornata giusta. Eravamo in vetta prima di mezzogiorno e la discesa è andata bene per tutti. Adesso mangiamo qualcosa che ci ha preparato il cuoco… abbiamo fame!”.

Sulla cima, invece non è arrivato Alberto Magliano, al contrario di quanto era sembrato dalle prime indiscrezioni dopo il raggiungimento della vetta da parte di italiani e spagnoli. “Ho ricevuto tante congratulazioni ma purtroppo non sono arrivato in cima – spiega Magliano -. Non mi sono sentito bene a campo 3, avevo mal di stomaco così ho preferito scendere. Ma sono davvero contento per Mario e Michele, bravissimi”.

Gli alpinisti sono attesi in Italia lunedì prossimo, 24 maggio.

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