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I fantasmi del Gran Zebrù

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Neve fresca, pendenze di oltre 50 gradi e canalini da scendere in doppia. Ecco il brivido di una discesa primaverile su una delle montagne più affascinanti delle Alpi: il Gran Zebrù, 3851 metri, nel cuore dell’Alta Valtellina. La discesa segue la via “Ghost Zebrù” ed è stata compiuta dalla guida alpina Giuliano Bordoni con gli sci e dall’amico Paolo Marazzi con gli sci da telemark.

La via Ghost zebrù è stata aperta da Davide Chiesa nel 1997. Bordoni e Marazzi l’hanno scesa quest’anno, domenica 10 maggio.

“Le pendenze sono comprese nei 45 gradi – racconta Bordoni -. con brevi tratti tra i 50° e i 55° nella prima parte. Dopo la prima doppia, difficile perchè su un corpo morto con neve inconsistente, il pendio si apre di nuovo e la discesa, su neve spettacolare, è un susseguirsi di curve armoniose ed eleganti in uno scenario da film. Altre tre doppie sono alla fine”.

“Abbiamo voluto dare un nome alla discesa – prosegue la guida alpina -. “Fucking the ghost”. Un gioco per deridere un fantasma che non mi fa più paura e le persone che si prendono troppo sul serio”.

Foto Giuliano Bordoni

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