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L'altra faccia degli "eroi"

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Alagna Valsesia, otto e un quarto della mattina. Caffè delle guide. "Ciao Gnaro", lo saluta la ragazza dietro il bancone. "Ciao" risponde Silvio. "Ciao Gnaro" dice un ragazzo seduto ad un tavolo. "Ciao". Si appoggia al bancone. "Mi fai la solta spremuta perfavore?". "Dove vai di bello?" chiede la ragazza mentre taglia le arance. "Oggi sci e chiacchiere".

"Mi piacciono le foto ingiallite, i treni, l’odore delle corriere – racconta Mondinelli -. Da ragazzino, quando marinavo la scuola, invece di stare in giro a fare il balordo andavo alla stazione a vedere i treni. A Brescia, sul Castello, c’era una locomotiva a vapore. Le ragazze mi lasciavano perchè quando andavamo là, io non guardavo ne il panorama nè loro: solo la vecchia locomotiva".

"Per noi alpinisti la fiducia nell’altro è cieca – prosegue -. Dimmi un altro sport dove affidi la tua vita al tuo compagno di scalata. Ho fatto qualcosa in solitaria, ma non molto. In cima a due ottomila sono arrivato da solo, ma ho provato meno soddisfazione. Mi piace arrivare su con gli altri per condividere emozioni, gioia, tristezza, fatica".

E’ così "Solo in battaglia" di Luca delli Carri: parole in libertà, sensazioni che affiorano spontaneamente, una dopo l’altra, episodi che rivelano la personalità dei "campioni che ogni giorno sfidano la paura". I protagonisti del libro, uscito pochi giorni fa nelle librerie, sono Silvio Mondinelli, 14 ottomila senza ossigeno: lo zingaro del cielo. Mattia Pasini, campione del Moto GP: il fantino angelico. E Vittorio Malingri, il velista da record in solitaria sull’Atlantico: il sognatore oceanico.

Ma in questo libro, i record fanno solo da cornice. Delli Carri vive con i campioni per qualche giorno, mentre preparano le loro imprese. Ascolta. Fotografa i loro gesti, e lascia loro le parole per raccontarsi. Passo dopo passo si lasciano andare. E il lettore, per la prima volta, scopre l’altra faccia del campione che prima, distrattamente, ammirava solo per le gesta fuori dall’ordinario.

"Ero stufo di giochi di prestigio, colpi di teatro, titoli eclatanti e tutto ciò che appare come non è – scrive l’autore nella prefazione -. Avevo bisogno di tornare alla purezza, così sono partito e sono andato a vedere di persona come vive e cosa pensa chi quotidianamente si confronta con il rischio. Il rischio di farsi male e perfino di morire, ho pensato, elimina le cose inutili".

L’intuizione si è rivelata esatta. "Se hai uno scopo non senti la fatica – racconta Mondinelli ad un tratto del libro -. Dalla forza di volontà che ci metto, io mi dimentico di bere e di mangiare. E’ una cosa bestiale. Quando sono andato all’Everest, in tutte quelle ore ho bevuto tanto così di acqua e mangiato due cioccolatini. E’ proprio la  testa. E’ l’animale che quando ha paura non pensa a nient’altro che a salvarsi. Avere paura ti aiuta a restare concentrato. Ma se è vero che non c’è niente di impossibile, è anche vero che l’importante è il rispetto. Per la montagna, soprattutto, ma anche per le regole del gioco".

E così Mondinelli racconta, una dopo l’altra, storie di spedizioni passate, di vita quotidiana, della famiglia e dei suoi bimbi, dei soccorsi. Lo fa mentre passeggia sulle montagne di casa, beve un tè dopo l’allenamento, passa al bar prima della sciata quotidiana. Non sta fermo, è sempre in movimento, e anche nel racconto, è un fiume in piena.

Ma il momento in cui l’autore lo trova più vero è mentre si allena. "Lo sguardo fisso, all’infinito, che è lì, prossimo – scrive Delli Carri – il bianco di una neve sempre uguale e sempre nuova, senza approdo nè fine. Silvio è un uomo-macchina. Anzi, una macchina umana, forgiata dalla fatica e dalla vita severa. fatta per andare in vetta a qualsiasi costo. Salendo, non cerca se stesso nè di esprimersi o creare. Non vuole risposte e non ne offre.Non ha traguardi. Non sta andando da nessuna parte. Va in vetta per l’estasi che gli procura salire animalescamente la montagna. Solo comprendendo la pura irrazionalità che lo muove si trova la chiave per entrare nel suo mondo".

E così, nello stesso modo, il lettore conosce anche gli altri due campioni del libro. "Luca si è presentato con la semplicità che serviva per poter capire che cosa c’è dietro il "personaggio" – ha commentato Malingri -, dietro l’impresa, dietro il sogno di realizzare grandi performance sportive. Chiunque ha un grande sogno e lotta per realizzarlo perde molto dall’altra parte. E certamente si ha paura. Io ne ho spesso, quando sono solo di fronte al mare. Ma è in quei momenti che sento per davvero di esser nato per fare quello che sto facendo. E’ stato bello conoscere persone come me".

Guarda il videoservizio sulla presentazione del libro 

 

 

Titolo: Solo in battaglia
Autore: Luca Delli Carri
Casa Editrice: Fucina
Pp. 334
Prezzo: 15.00 euro

 

 

Sara Sottocornola

 

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