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La prima salita al Cervino (1)

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Nella seconda metà dell’800, dopo la conquista del Monte Bianco, furono le guide inglesi a farla da padrone sulla scena alpinistica e sulla conquista delle vette delle Alpi. Su tutte la figura di Edward Whymper, che introduce per la prima volta rivalità e competizione in un ambiente che si sta via via caratterizzando.

Apprezzato incisore, Whymper giunse nelle Alpi quasi per caso, per compiervi alcuni disegni. Rimase così affascinato che mise in fila una serie di prime salite su alcune delle vette più difficili del gruppo del Monte Bianco.

Con Whymper si assiste al distacco definitivo tra la montagna e la scienza e la nascita dell’alpinismo puro. L’uomo a poco a poco rimaneva imprigionato dal fascino della montagna e della sua conquista, senza averne più paura. Scacciando i tanti incubi che per anni avevano popolato le menti di chiunque tentasse di avvicinarsi ad un ambiente così difficilmente accessibile.

Al suo fianco Whymper ebbe uomini che non gli furono da meno, come la guida di Chamonix Michel August Croz. Forte, tenace e ambizioso, restò con l’inglese nella buona e nella cattiva sorte.

Whymper, dal canto suo, non era certo un signore alla De Saussure. Affrontava la montagna con impeto e coraggio, amava combattere le difficoltà in primo piano, lottando fino allo stremo pur di superare un asperità, un punto considerato invalicabile.

Maestro su ghiaccio, fu uno dei primi ad utilizzare mezzi artificiali per la progressione, come la corda. O come gli arpioni di ferro da ancorare alla roccia.

Nel 1865 il 25enne Edward Whymper raggiunse l’apice della sua carriera. In meno di un mese portò a termine tre imprese eccezionali. La seconda vetta delle Grandes Jorasses, che oggi porta il suo nome, L’Aguille Verte, ancor più difficile e complessa, ed infine il Cervino.

La vetta delle Grandes Jorasses viene conquistata in giornata, il 24 giugno. Partenza e ritorno da Courmayeur in meno di 24 ore, un’impresa epica. Con Whymper il fedele Croz, Christian Almer e Franz Biner.

Meno di 10 giorni dopo lo stesso gruppo, ad esclusione di Croz, già d’accordo con alcuni clienti inglesi per un’altra scalata, è in vetta all’Aguille Verte, salendo dal versante Talèfre, itinerario difficile che rappresenta oggi la via normale.

Ed è con animo da conquistatore e il morale alle stelle che, pochi giorni dopo, Whymper giunge in Valtournanche, splendida vallata ai piedi del Cervino, con la precisa intenzione di arrivare fino in vetta, nonostante tutti tentassero di dissuaderlo dall’impresa.

In realtà molti tentativi erano gia stati effettuati sulla montagna. E, importante segno del cambiamento al quale si sta andando incontro, fautori della conquista erano stati i valligiani della Valtournanche. Due figure riuscirono, fin dal 1857, ad animare i montanari. Il canonico Georges Carrel e il sacerdote Aime Gorret.

Entrambi avevano capito che se la salita fosse stata compiuta dalla gente del posto avrebbe sicuramente fatto notizia in ambito europeo, e avrebbe richiamato molti alpinisti per ripeterla. La notorietà avrebbe portato turismo, soldi, fama.

Il primo tentativo assoluto vide protagonisti lo stesso Gorret, camminatore instancabile e conoscitore di ogni angolo della valle, Jean Antoine e Jean Jacques Carrel, che si portarono fino alla Testa del Leone, armati soltanto di un’ascia per tagliare il ghiaccio.

Nel 1858 gli stessi due si spinsero ancora più su, fin sotto la Gran Torre. Nel 1860 fu la volta però di due inglesi, Johann Joseph Bennen e John Tyndall, scienziato appassionato dell’arco alpino.

Qualche tempo dopo entra in scena Whymper, accordandosi con il "bersagliere", Jean Antoine Carrel. Pare che tra i due non corresse buon sangue, ma è certo che uniti formavano una coppia eccezionale, che aveva tutte le carte in regola per puntare in alto.

Tuttavia, prima del vero e proprio assalto dei due, Whymper trascorse anni a tentare in tutti i modi di spingersi sempre più in alto. Da solo, con le guide, non aveva importanza, l’obiettivo era uno. Il Cervino pareva averlo stregato.

Nell’estate del 1862, al fianco di Carrel, giunge a un soffio dalla vittoria, lungo la cresta italiana. Tutto pareva perfetto, a cominciare dalla giornata splendida. Ma, ad un certo punto Carrel si rifiutò di proseguire, adducendo motivazioni che non convinsero mai a fondo l’inglese. In effetti Whymper non poteva pensare che stesse facendo il doppio gioco, allacciando accordi con il neonato Club Alpino Italiano.

Fino a che giunse la sera del 10 luglio 1865. Amara per Whymper che, giunto al Breuil sicuro di trovare Carrel pronto alla salita e rispettoso degli accordi presi, trovò la sorpresa. Il valligiano era già sulla montagna. La sfida era così ufficialmente aperta.

 
 
Massimiliano Meroni

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